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Sferracavallo di Norchia conclusi gli scavi

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Con grande soddisfazione di tutti si sono conclusi  gli  scavi presso la necropoli di Guado di Sferracavallo a Norchia.

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L’annuncio del grande successo della conclusione degli scavi a Sferracavallo di Norchia  è stato dato durante la conferenza tenutasi il 30 Maggio. Presso la Sala delle Conferenze del Museo Nazionale Etrusco, dall’Ing.  Luciano Proietti, presidente di Archeotuscia. Che ha introdotto il racconto dei sei anni di ricerca archeologica iniziati nel 2013 con la scoperta del primo corredo funerario in gran parte integro.

Questo è stato il  punto di inizio di quello che poi è diventato un grande scavo che ha condotto al ritrovamento di sei tombe a camera.

Un successo impossibile da realizzare senza la collaborazione di tante persone. E dove è stato importantissimo il ruolo dei volontari.

La D.ssa Sara De Angelis, funzionario archeologo del Polo museale, si è dichiarata molto soddisfatta.

Per la sinergia creatasi tra i vari enti pubblici e privati, collaborazione non sempre facile ma con una grande resa finale.  Tanto è vero che, è stato adibito un intero piano del Museo Nazionale Etrusco per esporre i reperti rinvenuti nella Tuscia. Con la ferma decisione di continuare ad incoraggiare questa valorizzazione.

Anche la  D.ssa Maria Letizia Arancio, funzionario archeologo della SABAP, è molto soddisfatta. Purtroppo ci comunica che una porta di Norchia è di difficile accessibilità perché di proprietà militare. Ma sono riusciti ad avere dei permessi per delle visite fissate a scopo scientifico.

La D.ssa Francesca Ceci; archeologa e v.presidente Archeotuscia, sorpresa e contenta per i grandi risultati ottenuti. Ringrazia in particolare il Dr. Lorenzo Benini, responsabile del Trust di Scopo Sostratos che ha reperito i finanziamenti e  il Dr. Emanuele Ioppolo, restauratore dei corredi funerari.

Anche la D.ssa Simona Sterpa, archeologa e responsabile delle campagne di scavo.

Ha dato un’approfondita spiegazione degli scavi dal 2014 al 2018, del loro stato e di cosa hanno trovato all’interno delle tombe aperte.

Durante la ripulitura della parte esterna della prima tomba,  nominata Tomba di Vel o gds01.

Perché vi  compare il nome del defunto.

Vi è stato ritrovato un dromos che per la sua particolarità ha dato origine a due progetti di Scavo: uno di un anno e uno di 3 anni.

La seconda tomba, tomba di Sostratos o Gds 02, presenta una decorazione che purtroppo è molto rovinata. Ma si pensa che i dromos delle due tombe si uniscano.

La tomba Gds 03 meglio nota come  tomba delle 55 sepolture, presenta due differenti tipi di sepolture.

Le più antiche che risalgono all’epoca etrusca e quelle rettangolari che sono di epoca più recente. In questa tomba è stato trovato solo uno specchio ma tante monete e tantissimi frammenti. La parte superiore  presenta un architrave che è stata tagliata, si pertanto si pensa che fosse una vecchia tomba etrusca riutilizzata in epoca romana oppure danneggiata per ritrovare il tufo.

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La quarta tomba o del corredo rituale è stata trovata completamente saccheggiata e distrutta così come la tomba accanto. Per fortuna i tombaroli non hanno controllato il dromos al lato della porta che nascondeva un corredo rituale di ben 25 pezzi.

La quinta tomba e l’antica strada etrusca mostrano come sia stata modificata una strada antica per permettere la costruzione della tomba.

Dentro sono stati ritrovati 21 pezzi di ceramica e uno specchio datati 4 secolo a.c.

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La tomba Gds06, ovvero dal sarcofago a volute è stata trovata completamente ripulita (fatto avvenuto intorno agli anni 50)  ma completamente intatta. Quindi sono riusciti a recuperare l’interno, interessante la parte elevata della tomba dove si vedono bene i resti della realizzazione della porta finta, una grande parte squadrata con due decorazioni che sembrano due tetti di casa.

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Infine abbiamo il Poz, Gds 07, che si dirama in 2 cunicoli, uno molto corto e l’altro molto complicato da scavare per motivi di sicurezza. Ritrovati vari cibi, pochi cocci e grossi pezzi di pietra. Si pensa che la parte superiore della Gds06 fosse la piattaforma dove venivano lasciato i cibi che poi cadevano nel pozzo.

Un ringraziamento speciale va alla Famiglia Stelliferi, proprietaria di Norchia e Sferracavallo di Norchia, che oltre ad aver concesso gli scavi ha facilitato la loro realizzazione costruendo una strada più facile da percorrere.

 

Vanessa Giraldo

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