Ad Ombre Festival il racconto di Emanuele Filiberto di Savoia
su sua nonna Maria José, ultima regina d’Italia
Prosegue con grande successo ad ogni appuntamento il cartellone di Ombre Festival a Viterbo.
Lunedì 13 luglio 2026 grande attesa per l’incontro con Emanuele Filiberto membro di Casa Savoia.
Emanuele Filiberto, volto televisivo ed imprenditore di successo, presenterà il suo libro “La Regina di Maggio” edito da Sperling & Kupfer, un memoriale intimo dedicato a sua nonna Maria José, l’ultima regina d’Italia.
In dialogo con Marina Bernini e Paolo Casini racconterà quel che resta di una famiglia quando la
storia ne travolge il destino.
Ombre Festival, diretto da Alessandro Maurizi, è sostenuto da Comune di Viterbo, Regione Lazio, Consiglio regionale del Lazio, Comune di Tuscania, Polizia di Stato, Comitato nazionale per le celebrazioni francescane, Ance, Unindustria, Fondazione Carivit ed è partner dell’iniziativa Viterbo Tuscia 2033 Capitale Europea della Cultura.
Ore 21,15 Cortile Palazzo dei Priori, ingresso libero.
Maria José, ultima regina d’Italia
Maria José del Belgio (Ostenda, 4 agosto 1906 – Ginevra, 27 gennaio 2001) è stata l’ultima regina d’Italia, consorte di Umberto II di Savoia. La sua permanenza sul trono durò soltanto dal 9 maggio al 18 giugno 1946: un brevissimo lasso di tempo che le valse il celebre soprannome di “Regina di maggio”.

La sua figura, tuttavia, va ben oltre la brevità del suo regno, distinguendosi per anticonformismo, spessore culturale e indipendenza politica.
Figlia del re Alberto I del Belgio (l’eroe della Prima Guerra Mondiale) e di Elisabetta di Baviera, crebbe in un ambiente colto, liberale e aperto alle arti. Nel 1930 sposò a Roma il principe ereditario Umberto di Savoia. Fu un matrimonio combinato dalle diplomazie, tra due personalità profondamente diverse: Umberto di Savoia era un militare rigoroso e ossequioso dell’etichetta; Maria José era un’intellettuale dallo spirito libero, appassionata di musica, letteratura e storia.
A differenza di gran parte della famiglia Savoia, Maria José non nascose mai la sua profonda avversione per il regime fascista di Benito Mussolini. Durante gli anni trenta e quaranta, la sua residenza divenne un punto d’incontro per intellettuali, artisti e antifascisti. Durante la Seconda Guerra Mondiale, cercò canali diplomatici segreti attraverso il Vaticano e le potenze alleate per favorire una pace separata ed estromettere l’Italia dal conflitto, ben prima della caduta del fascismo nel 1943. Questo attivismo le costò il confino politico a Sant’Anna di Valdieri, in Piemonte, per ordine dello stesso Mussolini.
Il 9 maggio 1946, nel disperato tentativo di salvare la monarchia in vista del referendum istituzionale, re Vittorio Emanuele III abdicò. Umberto e Maria José divennero così i nuovi sovrani. Dopo il referendum del 2 giugno 1946, che sancì la nascita della Repubblica Italiana, la coppia reale partì per l’esilio il 13 giugno. Maria José si stabilì inizialmente in Portogallo con il marito, ma le divergenze caratteriali e la fine del loro ruolo politico portarono presto a una separazione di fatto. La ex regina si trasferì in Svizzera, a Merlinge, dove visse per gran parte del resto della sua vita.
Durante il lungo esilio, Maria José si dedicò intensamente agli studi storici, pubblicando un’opera monumentale in tre volumi sulla storia delle origini di Casa Savoia, unanimemente apprezzata dagli storici per il rigore documentario. Morì nel 2001 a 94 anni ed è sepolta, per sua espressa volontà, nell’Abbazia di Altacomba in Savoia, accanto al marito Umberto II. Nel 1987 la legge sull’esilio venne allentata per permetterle, ormai anziana e malata, di fare brevi rientri in Italia per assistere a eventi culturali.






