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Enrico di Cornovaglia l’efferato omicidio a Viterbo

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Efferato omicidio del principe inglese Enrico di Cornovaglia avvenuto nella Chiesa di S.Silvestro (ora del Gesù) a Viterbo nel 1271

La Città di Viterbo ed il suo ruolo da protagonista nel Medioevo, il lungo conclave, le lotte tra le fazioni cittadine e un assassinio celebre ricordato da Dante nel XII Canto dell’Inferno.
Nel centenario di Dante rivivremo insieme i drammatici attimi dell’efferato omicidio di Enrico di Cornovaglia nella scenografica Piazza del Gesù.

La visita inizierà alle 16 e 30, il lungo di appuntamento è l’ Ufficio del Turismo di Viterbo in piazza Martiri d’Ungheria. 
Si andrà quindi in direzione di San Pellegrino tramite Piazza del Plebiscito e Via San Lorenzo. Molta della nostra attenzione sarà dedicata a Piazza del Gesù ed alla storia che si intrecciò con la poesia di Dante nella Divina Commedia.
Infine Piazza della Morte e come ultima tappa Piazza San Lorenzo.
Lì ci saranno i saluti finali.

Per partecipare puoi:
-chiamare allo 0761226427
-inviare una mail all’indirizzo info@visit.viterbo.it
-scrivere un messaggio su WhatsApp al 3493619681

Chi era Enrico di Cornovaglia tratto da Matteidrgraziella

Enrico nipote del re d’Inghilterra  faceva parte di una delegazione di nobili che dovevano riportare in Francia il corpo del re crociato Luigi IX di Francia, detto “il santo”, morto in Tunisia. I componenti del corteo, guidato dal re di Francia Filippo III e Carlo d’Angiò, reduci da una crociata, decisero di sostare alcuni giorni  a Viterbo, dove in quel periodo si stava svolgendo il più lungo conclave della storia della Chiesa, era infatti già trascorso più di un anno di sede vacante, e con ogni probabilità avevano deciso di cogliere questa occasione per interferire nell’elezione di un Papa che fosse loro favorevole.

In particolare Enrico si suppone volesse trattare con il nuovo Papa l’incoronazione imperiale di suo padre Riccardo re dei Romani e di Germania. Ma Papa Gregorio X da questo conclave venne eletto sei mesi dopo!

Guido di Montfort, cugino del principe Enrico, venuto a conoscenza del suo arrivo, giunse a Viterbo non per rendergli omaggio, ma per vendicare sul congiunto del re la morte di suo padre Simone V conte di Leicester ucciso, insieme a un fratello, nella battaglia di Evesham nel 1265, dalle truppe del re d’Inghilterra in quanto si erano a lui ribellati, facendo poi mutilare i loro cadaveri dopo averli trascinati nel fango.

Ignaro di ciò che gli sarebbe capitato, Enrico di Cornovaglia Venerdì 13 Marzo 1271 assisteva alla messa nella Chiesa di S. Silvestro, (attuale chiesa del Gesù) insieme agli altri nobili, durante l’elevazione dell’ostia irruppe una schiera di armati capeggiati dai fratelli Montfort, e Guido in mezzo al silenzio del sacro rito gridò: traditore Enrico, ora non ci sfuggirai.

Il giovane fu brutalmente ucciso con ferite da spada e, mentre cercava di trovare un riparo vicino l’altare, insieme a lui persero la vita due innocenti chierici che gli fecero inutilmente scudo. Inoltre uno scherano gli troncò, con un colpo, la mano con cui morente si teneva ancora aggrappato. I due fratelli Montfort stavano scappando senza essere fermati, Guido stava per salire a cavallo quando decise di tornare indietro per trascinare il corpo esanime di Enrico fino nella piazza antistante facendo, si dice, un macabro scempio di una parte del suo corpo.

Guido non venne punito subito, si pensò perché era vicario di Carlo d’Angiò in Toscana. Ma due anni dopo il fatto con Papa Gregorio X ci fu una sentenza di condanna: fu scomunicato  scontò un breve periodo di carcere quindi si rifugiò in Maremma presso il suocero e fu perdonato, Papa Martino IV poi nel 1283 lo prosciolse da ogni pena.

Nel 1287 fu preso prigioniero durante la battaglia nel golfo di Napoli insieme ad altri nobili ma a lui solo fu negato il diritto di riscatto, per cui morì poco dopo nelle carceri di Messina nel 1288.

Questo omicidio all’epoca desto’ scalpore per l’efferatezza tanto che anche Dante Alighieri ne parla nel XII canto dell’Inferno vv.115-120 collocando Guido tra gli assassini nel 7° cerchio 1° girone dei violenti, isolato per la ripugnanza della sua crudeltà:

“Poco piu’ oltre il Centauro s’affisse  sovra una gente che ‘nfino a la gola parea che di quel Bulicame uscisse.    

Mostrocci un’ombra dall’un canto sola   dicendo: ” colui fesse in grembo a Dio  lo cor che ‘n su Tamigi ancor si cola”.

Il corpo del giovane Enrico di Cornovaglia fu conservato presso la cattedrale di Viterbo poi ad Orvieto prima di giungere in Inghilterra per essere sepolto nell’Abbazia cistercense di Hailes nel Gloucestershire, il suo cuore invece fu collocato in una teca d’oro e fu posto “in su una colonna in capo del ponte di Londra sul Tamigi”; secondo altri cronisti il cuore fu racchiuso in un vaso d’oro e venne posto nella mano della statua del principe nell’abbazia di Westminster .

 

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