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Festival Nazionale dell’Educazione

radiotusciaevents.com
Quest’anno il Festival Nazionale dell’Educazione, giunto alla sua quarta edizione, diventa Internazionale.

Si parlerà di Educazione Emotiva, di Didattica delle Emozioni®, di prevenzione dell’abbandono scolastico, di promozione del benessere dei bambini e dei giovani a casa e a scuola.

L’evento si svolgerà in due sedi distinte:

5 e 6 Luglio presso la Sala Conferenze dell’Amministrazione Provinciale di Viterbo,

in via Saffi, 49

e Domenica 8 Luglio presso l’Auditorium di Santa Maria in Gradi in via Santa Maria in Gradi, 4 sempre a Viterbo.

Saranno presentati i risultati raggiunti del progetto europeo EUMOSCHOOL e illustrati i risultati di una verifica sperimentale sulla Didattica delle Emozioni® adottata nei vari Paesi partner e saranno comunicate le linee guida sull’Educazione Emotiva a scuola. Sarà presentata la versione finale del corso online di EUMOSCHOOL e verranno indicate le Raccomandazioni Politiche emerse dal Progetto.

L’INGRESSO E’ GRATUITO

Cos’è l’educazione emotiva?

La differenza fondamentale e l’assunto teorico da cui le figure educative devono partire è il significato di EMOZIONESENTIMENTOSTATO D’ANIMO.

EMOZIONE

L’emozione è la forma base del sentire: ciò che si sente nel momento e causa un comportamento istintivo. Perché non arriva al pensiero infatti si parla di emozioni BASE ( Inside Out docet!).

Gioia, rabbia, paura, tristezza, disgusto e…la sorpresa: tutte queste emozioni siamo biologicamente programmati per sentirle e ci aiutano alla sopravvivenza.

Le emozioni di base sono di per sé tutte valide, non dobbiamo averne quindi una percezione negativa. Noi per primi, come adulti, come genitori, come facilitatori ed educatori.

Ad esempio dire “quel bambino è un fifone” è un giudizio gratuito,

perché la paura è un’emozione base per sopravvivere e va mantenuta, seppur gestita.

Quando noi entriamo in società ci sono delle emozioni che non fanno parte della nostra programmazione biologica.  Ma che vengono attivate nel momento del confronto: imbarazzo, vergogna, senso di colpa.

Queste emozioni non sono uguali in tutte le culture, sono emozioni esterne alla persona. Arrivano dopo, intorno ai 2/3 anni iniziano a palesarsi nel momento in cui il bambino entra in contatto con l’esterno.

Un bambino molto piccolo prova emozioni, ma non le sa vivere in modo cognitivo, non sa trasformarle i sentimenti.

 

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