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Filippo Anastasi e le sue Storie in volo. 80 anni di trasporto aereo in Italia

Scherzi in redazione di Filippo Anastasi

Nei cieli della storia: l’intervista di Stefania Capati a Filippo Anastasi su “Storie in volo. 80 anni di trasporto aereo in Italia”

 

Filippo Anastasi vanta una carriera straordinaria nel giornalismo italiano: è stato direttore di Rai Giubileo, vaticanista e capo dell’informazione religiosa di Radio Rai, vice direttore dei Gr Rai e del Tg2, inviato e conduttore del Tg1, capo della redazione romana dell’“Occhio”, inviato del “Messaggero” e assistente di Storia Moderna alla Sapienza. Autore di numerosi saggi tradotti in più lingue, romanzi, docufilm e podcast per Rai 1, Rai 3, La Grande Storia, TV2000 e Radio Rai, ha ricevuto prestigiosi riconoscimenti tra cui: i premi Saint Vincent, Padre Pio, Capri, Fregene, Bronzi di Riace e il Microfono d’Argento.

Oggi ci conduce in un viaggio speciale attraverso ottant’anni di trasporto aereo in Italia, svelando retroscena, storie e personaggi che hanno solcato i nostri cieli: lo fa presentando il suo ultimo libro, scritto a quattro mani con Rino Anastasio, dal titolo Storie in volo. 80 anni di trasporto aereo in Italia (Edizioni Minerva), un volume prezioso arricchito da una straordinaria appendice fotografica.

L’Intervista

Stefania Capati: oggi facciamo un viaggio davvero speciale. Parliamo di ottant’anni di trasporto aereo in Italia, ma soprattutto delle storie, dei personaggi e dei retroscena che hanno accompagnato il nostro Paese tra i cieli. Lo facciamo con Filippo Anastasi, giornalista, vaticanista, storico volto Rai e autore, insieme a Rino Anastasio, del libro Storie in volo. 80 anni di trasporto aereo in Italia, edito da Minerva. Il volume si divide in due parti ed è corredato da una ricca sezione di foto storiche. Filippo, benvenuto su Radio Tuscia Events!

Filippo Anastasi: buonasera a tutti e grazie, Stefania. Un saluto caloroso a te e a tutti gli ascoltatori di Radio Tuscia.

Stefania Capati: prima di entrare nel vivo del libro, lasciami togliere una curiosità: voi autori vi chiamate Filippo Anastasi e Rino Anastasio. Una quasi omonimia che fa sorridere. Vi è mai capitato che vi scambiassero per parenti? E, soprattutto, com’è nata la vostra collaborazione?

Filippo Anastasi: in realtà no, non ci scambiano, perché quella “i” e quella “o” finale fanno la differenza! Però nell’introduzione del libro scriviamo proprio che una “strana coppia” dal cognome curiosamente simile si è incontrata nei cieli, a bordo dei “voli papali”. Un giornalista e un assistente di volo che, da quel momento, sono diventati grandi amici di penna.

Stefania Capati: esatto, l’ho letto ed è per questo che te l’ho chiesto! È una coincidenza davvero singolare. Visto che vi siete incontrati letteralmente tra le nuvole, come è nata l’idea di scrivere Storie in volo? C’è stato un momento preciso in cui avete capito che gli ottant’anni del trasporto aereo italiano meritavano di essere raccontati attraverso la viva voce e i ricordi di chi li ha vissuti?

Filippo Anastasi: sì, ci siamo conosciuti in volo circa dodici anni fa. L’incontro decisivo è avvenuto quando Rino Anastasio che all’epoca era, ed è tuttora, responsabile dei voli speciali di Alitalia, oggi ITA Airways, ricevette l’incarico di organizzare all’aeroporto di Fiumicino una mostra di cimeli dei voli papali. In quell’occasione mi chiese alcuni oggetti che conservavo a casa. Soprattutto, mise in bella mostra il mio libro In viaggio con un Santo, che avevo scritto anni prima raccontando i miei voli al seguito di Giovanni Paolo II. Da lì ci siamo visti molte volte. L’anno scorso abbiamo deciso di recuperare la sua incredibile memoria storica: Rino Anastasio lavora in Alitalia da 45 anni ed è una vera miniera di informazioni. Abbiamo unito i suoi ricordi ai miei ed è nato questo libro, che viaggia su due binari paralleli: da un lato le storie umane, spesso curiose e divertenti, e dall’altro la storia ufficiale del trasporto aereo italiano, che compie proprio quest’anno ottant’anni.

Stefania Capati: lo spiegate magnificamente. È un libro che si legge d’un fiato, scritto benissimo e ricco di testimonianze dirette. Nella prima parte raccontate diversi episodi divertenti. Tu, ad esempio, parli della tua primissima esperienza sul mitico volo “AZ4000“, la sigla del volo che tradizionalmente accompagna il Papa nei suoi viaggi internazionali. Ci racconti cosa succede a bordo? Come viene preparato un volo del genere?

Filippo Anastasi: dietro c’è un lavoro enorme. Per prima cosa l’aereo viene completamente riconfigurato, un’operazione che un tempo era ancora più complessa di oggi. Nelle prime file della business class, dove siede il Papa, solitamente al primo posto a sinistra, vengono rimossi diversi sedili. A seconda delle esigenze, si fa spazio per un altare, per uno scrittoio o persino per un letto, come accadde per il lungo viaggio a Cuba. È una preparazione che inizia mesi prima, frutto di una complessa trattativa tra il Vaticano e la compagnia aerea. Molti pensano che il Papa abbia un aereo privato, ma non è così: per i voli di andata utilizza sempre la compagnia di bandiera del Paese da cui parte. Poiché si parte da Roma, la scelta ricade su Alitalia, oggi ITA Airways. Se poi nel corso del viaggio ci sono altre tratte interne con compagnie locali ritenute affidabili, il Papa si serve di quelle. Ad esempio, per il prossimo viaggio in Francia a settembre, partirà da Roma con ITA, ma per la tratta da Parigi a Lourdes userà Air France, e per il rientro a Roma volerà con Volotea.

A bordo di questo aereo ci sono tre zone ben distinte: la “Zona A” è riservata al Pontefice e a pochissimi collaboratori stretti: il segretario particolare, il Segretario di Stato e l’aiutante di camera. Poi c’è la “Zona B”, separata da una tenda, dove viaggia il seguito papale: cardinali, vescovi, il direttore della Sala Stampa vaticana e il direttore di Radio Vaticana. Infine, in coda, c’è la “Zona C”, riservata ai giornalisti, che non sono mai più di 60 o 65, provenienti da testate di tutto il mondo.

Stefania Capati: infatti nel libro spieghi che c’è una rigidissima rotazione per i giornalisti ammessi a bordo, proprio perché le richieste sono tantissime e i posti limitati.

Filippo Anastasi: esatto, basti pensare che se si vola verso le Americhe, tutte le principali emittenti statunitensi pretendono un posto a bordo. Di conseguenza, gli italiani sono sempre pochissimi, circa 6 o 7, di cui due posti sono storicamente riservati alla Rai per giornalista e operatore TV. È una cerchia davvero ristretta.

Stefania Capati: tra i tanti aneddoti che hai vissuto e che hai raccolto nel libro, c’è un ricordo legato a un Papa che ti è rimasto particolarmente nel cuore?

Filippo Anastasi: ce ne sono moltissimi. L’editore Minerva ha fatto un lavoro straordinario, confezionando un volume corposo e con un apparato fotografico davvero unico. Ma l’episodio che ricordo con più emozione avvenne di notte, durante un volo di trasferimento tra il Kazakistan e l’Armenia. Era circa l’una e mezza, io ero appisolato sulla mia poltrona quando sentii un tocco sulla spalla. Era il portavoce del Papa, che mi disse: “Filippo, vieni, il Santo Padre ti vuole parlare”. Mi vennero i brividi. Mentre percorrevo il corridoio, Navarro  mi rassicurò sorridendo: “Non preoccuparti, vuole solo un po’ di compagnia”. Arrivato nella Zona A, trovai Giovanni Paolo II. Aveva la mano già segnata dalla malattia, ma con un gesto fermo mi invitò a sedermi accanto a lui.

Mi chiese dettagli sul viaggio: “Ma quante ore hai parlato in Kazakistan? Lì c’è solo un pugno di missionari e di cattolici europei”. Gli raccontai le mie impressioni su quelle terre lontane e lui rimase ad ascoltarmi con grandissima attenzione. Alla fine mi disse semplicemente: “Grazie”. Sentirsi dire grazie dall’uomo più importante del mondo è un’emozione che non potrò mai dimenticare.

Stefania Capati: è un racconto meraviglioso, che nel libro viene rievocato in modo straordinario. Purtroppo abbiamo già superato il tempo a nostra disposizione, perché ascoltarti è davvero affascinante. Dobbiamo chiudere invitando tutti i nostri ascoltatori e lettori ad acquistare questo splendido volume: lo trovate in tutte le librerie e negli store online. Vi ricordo il titolo: Storie in volo. 80 anni di trasporto aereo in Italia, edito da Minerva. Filippo, dobbiamo assolutamente darci appuntamento per una seconda intervista, perché so che hai ancora tantissime storie da raccontare, come quelle su Sandro Pertini!

Filippo Anastasi: volentieri! Vi racconterò della pipa di Pertini e di molti altri retroscena d’epoca.

Stefania Capati: non vedo l’ora. Intanto ti ringrazio tantissimo, soprattutto perché so che ti ho disturbato mentre sei in vacanza. Ma d’altronde, il vero giornalista non va mai in vacanza, giusto?

Filippo Anastasi: è proprio così, non si va mai del tutto in vacanza, ma ci si prova! Grazie a te, Stefania, e un grandissimo saluto a tutti i tuoi ascoltatori.

Filippo Anastasi vanta una carriera straordinaria nel giornalismo italiano: è stato direttore di Rai Giubileo, vaticanista e capo dell’informazione religiosa di Radio Rai, vice direttore dei Grr Rai e del Tg2, inviato e conduttore del Tg1, capo della redazione romana dell’“Occhio”, inviato del “Messaggero” e assistente di Storia Moderna alla Sapienza

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