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Grotte di Castro il paese che onora i Farnese

Cultivar GROTTE

Grotte di Castro fu definita da un poeta locale “un montino de case appiccicate strette strette che hanno voglia di vedere il sole”.

Da lontano Grotte di Castro è un grumo di case in salita con un campanile svettante che ne indica il culmine.

Si chiama così perché dopo l’invasione dei Longobardi, la popolazione si rifugiò nelle grotte, quelle che erano dedicate a San Lorenzo. Ma dopo il 1847 in omaggio al Ducato dei Farnese, il nuovo centro abitato prese il nome che ancora lo distingue.

Grotte di Castro ha una origine antichissima e infatti tutto intorno si trovano necropoli risalenti agli etruschi con camere funerarie dipinte. Secondo alcuni storici queste tombe apparterrebbero all’antica città di Tyro, una delle città più fiorenti intorno al lago di Bolsena.

Un altro momento di prestigio per la città di Grotte di Castro fu quello relativo all’egemonia della casa dei Farnese. Nel 1537 Grotte entrò a far parte del ducato di Castro e conobbe un periodo veramente florido, ma con la distruzione di Castro nel 1649 tornò a fare parte dello stato Pontificio e quindi ritornò nell’oblio.

In epoca moderna Grotte è assurta a nuova fama grazie alla produzione delle patate. Il ricco terreno vulcanico permette di produrre un tubero con qualità organolettiche molto apprezzate. La patata di Grotte di Castro viene celebrata in una festa estiva durante la quale il prezioso tubero viene cucinato in tantissimi modi. Prende la forma di gnocchi, purea, crocchette, ma anche di focaccia che è veramente gustosa.

 La coltivazione della patata e la sua lavorazione coinvolge diverse famiglie grottane ed è sicuramente una delle fonti economiche più importanti del paese.

Attualmente conta poco più di duemila abitanti perché sta subendo una forte emigrazione. Nei primi anni trenta del secolo scorso, raggiunse un incremento di quasi cinquemila abitanti, ma nel corso degli anni successivi ha visto un progressivo calo dei residenti.

 

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