Home / Turismo & Tempo libero / Tuscia che favola / Il vette di Ercole e la nascita della fonte calda.

Il vette di Ercole e la nascita della fonte calda.

Bullicame terme naturali

Narra la leggenda che Ercole si lasciò convincere a fare una gara di Vette e in un finale a sorpresa dal sottosuolo uscirono le acque calde che ancora caratterizzano le terme di Viterbo.

Ma andiamo per ordine.

Ercole era figlio di Giove e di Alcmena una bellissima mortale che ingannata dal Dio si lasciò possedere in una notte durante la quale la luna sorse ben tre volte.

Il figlio che nacque da questa unione clandestina, era di una straordinaria bellezza e forza, ma il suo destino era già segnato dalla nascita. Era destinato a portare a termine ben 12 fatiche. Dopo la decima fatica che era quella della cattura dei rossi buoi di Gerione, al ritorno si fermò a Viterbo.

In quel periodo Viterbo si chiamava Surrena e sorgeva nella zona del Riello e del piano dei Bagni.

L’arrivo di Ercole dette il via ad una serie di festeggiamenti tra il quali il lancio del Vette.

Il Vette era un’asta metallica che lanciata con forza doveva conficcarsi nel terreno. Esattamente come il lancio del giavellotto moderno.

L’evento si era diffuso tra moltissimi sportivi locali e non, e il giorno della gara, una enorme folla aveva già riempito gli spazi intorno al campo di gara.

Era un giorno di festa e quindi tantissime persone potevano assistere alla gara tra il forzuto Ercole e gli aitanti sfidanti.

Ercole in qualità di semidio e anche grazie alla leggenda che lo circondava, era stato fatto sedere su uno scranno tra i Lucumoni. Un onore enorme riservato al figlio di Giove che era coperto da capo a piedi da una pelle di leone, ed era anche enormemente grato alla popolazione che non lo aveva derubato della preziosa preda dei buoi rossi.

Quando arrivò per Ercole il momento di gareggiare, la folla iniziò ad acclamarlo e lui ringraziò con molta grazia e gentilezza.

Poi dopo aver preso il Vette che una ancella gli aveva porto, si concentrò in una preghiera rivolta al padre Giove.

Mentre si preparava al lancio del Vette, una colomba iniziò a volteggiare nel cielo per poi posarsi vicino ai piedi del semidio. Nel frattempo le nuvole in cielo si erano disposte a semicerchio, come un grande davanzale dal quale sporgersi.

Il segnale di Giove era arrivato e quindi Ercole con un urlo possente scagliò il Vette. L’urlo di Ercole e la velocità del Vette crearono un timore profondo nei presenti e quando l’asta si piantò nel terreno questo iniziò a tremare.

La folla intimorita lo applaudì e qualcuno cercò di estrarre il Vette dal terreno. Ma il vette era infisso totalmente nel terreno e la distanza dagli altri era talmente lontana che non c’era dubbi su chi fosse il vincitore.

Anche i giudici provarono vanamente ad estrarre l’asta dal terreno e infine dovettero chiamare proprio Ercole.

Ercole arrivò facendosi largo tra la folla incuriosita e dopo aver afferrato saldamente il Vette, con un urlo bestiale lo estrasse dal terreno. Subito il terreno iniziò a tremare e con un boato fortissimo un getto di vapore iniziò ad uscire dalla fessura.

La spaccatura iniziò ad allargarsi e iniziò ad uscire acqua calda che riempì la buca. La fatica di Ercole era stata compiuta e un miracolo si era avverato.

La folla iniziò a bere l’acqua calda e a immergersi nel laghetto che intanto si era formato. Erano nate le prime terme viterbesi che ancora sgorgano ai nostri giorni.

 

 

Tag: