I pozzi da butto del Castello Baglioni

Gli scavi archeologici preventivi ai lavori di consolidamento e restauro del Castello Baglioni Santacroce di Graffignano (2009-2011) hanno portato alla scoperta di tre immondezzai di età tardomedievale e rinascimentale (metà XV-fine XVI secolo), due dei quali scavati nel banco roccioso. Il materiale recuperato (circa 3.000 frammenti di ceramica, numerosi manufatti in metallo e in pietra ed alcune monete, oltre ad un notevole quantitativo di ossa animali) è di eccezionale interesse, sia dal punto di vista della qualità dei prodotti, sia per lo stato di conservazione: il lavoro di ricomposizione, documentazione e schedatura condotto dagli specialisti dell’Università della Tuscia ha permesso di ricostruire almeno un centinaio di esemplari di ceramiche da mensa, da cucina, da dispensa e per usi vari, impiegati tra la fine del Quattrocento e i primi decenni del Cinquecento. L’associazione con i resti di pasto e con gli altri materiali permette inoltre di acquisire importanti informazioni sulle abitudini alimentari e su numerosi altri aspetti della vita quotidiana nella residenza signorile.

 

La Tavola Rotonda di presentazione, introdotta dal Sindaco di Graffignano Anselmo Uzzoletti, dal Funzionario Archeologo Maria Letizia Arancio e dallo Storico Tommaso Bernardini, prenderà in esame il prezioso lavoro degli studiosi che ha portato dallo scavo al vero e proprio progetto di valorizzazione del Castello Baglioni Santacroce e dei suoi “pozzi da butto”.

 

 

Info: Associazione Open 377/1134825

 

e-mail: peppelia@gmail.com

 

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