Il presentatore perfetto. Organizzare e moderare un evento per far circolare idee e non insulti, il nuovo libro di Filippo Poletti.
Stefania Capati: benvenuti e benvenute a una nuova puntata dell’intervista di Radio Tuscia Events. Io sono Stefania Capati e oggi con noi abbiamo in collegamento Filippo Poletti, giornalista, docente universitario, ma soprattutto tra le voci più autorevoli della comunicazione in italia. Benvenuto, Filippo.
Filippo Poletti: grazie mille, stefania. un saluto a tutti i lettori e gli ascoltatori di radiotusciaevents.com.
Stefania Capati: grazie, Filippo. Non è la prima volta che ti intervisto, perché hai scritto altri libri e sei un vero e proprio punto di riferimento nella comunicazione, non a caso docente all’Università di Pavia. Vogliamo entrare subito nel vivo con la prima domanda? Partiamo dal tema della moderazione, nel tuo libro lanci un’importante rilevazione nazionale condotta insieme a big (business intelligence group) sui toni aggressivi che si vedono abitualmente in tv. Che cosa emerge da questo studio?
Filippo Poletti: emergono, direi, tre campanelli d’allarme: il primo campanello d’allarme: secondo il 64% degli italiani, la televisione è fortemente contraddistinta dalla violenza verbale. E’ un dato che riscontriamo quotidianamente e che ci impone di cambiare rotta. Il secondo campanello d’allarme: gli italiani percepiamo un’influenza fortemente negativa di questi toni aggressivi sui comportamenti nella vita di tutti i giorni. Il terzo campanello d’allarme: nella fascia d’età tra i 18 e i 29 anni, il legame tra comunicazione aggressiva e comportamenti quotidiani viene percepito con un voto medio di appena 6,8. Questo evidenzia una minore consapevolezza tra i giovani riguardo ai pericoli della violenza verbale. In sintesi: s.o.s. per la violenza sui media, s.o.s. per il travaso di questa aggressività nella vita reale, e s.o.s. per i giovani che faticano a percepire la gravità della comunicazione aggressiva odierna.
Stefania Capati: è un panorama agghiacciante. Pensi che la colpa sia anche dei presentatori che non moderano a sufficienza?
Filippo Poletti: sì, credo proprio di sì. Dobbiamo tornare al valore del dialogo, e i presentatori e moderatori rivestono in questo un ruolo fondamentale.
Stefania Capati: Filippo, so che insieme a libreriamo hai realizzato anche un sondaggio chiedendo agli italiani di indicare i loro presentatori televisivi preferiti, quelli ritenuti più gentili e amati dal pubblico. Chi sale sul podio?
Filippo Poletti: al primo posto in classifica c’è Stefano de Martino, che si impone grazie a un carisma naturale e alla capacità di svecchiare l’intrattenimento televisivo in prima serata. Al secondo posto troviamo un grande classico, un evergreen come Gerry Scotti, apprezzato per il suo calore umano e la sua straordinaria empatia. Segue Paolo Bonolis, riconosciuto per il suo linguaggio colto e la sua ironia benevola. Al quarto posto c’è Alberto Angela, punto di riferimento della divulgazione grazie a un garbo unico, e al quinto Carlo Cconti, premiato per la sua misura e il rispetto dei ruoli.
Stefania Capati: e per quanto riguarda le donne?
Filippo Poletti: troviamo grandi professioniste come Maria de Filippi, Antonella Clerici, Milly Carlucci e Lorella Cuccarini. Insomma, viva le presentatrici e i presentatori di talento!
Stefania Capati: posso fare un’osservazione? tutti questi conduttori sono volti dell’intrattenimento, non ce n’è nessuno legato alla cronaca, agli approfondimenti o ai talk d’opinione. Non è curioso?
Filippo Poletti: sì, ti rispondo considerando che questo sondaggio di libreriamo fotografa i programmi più visti in assoluto, quelli di grande popolarità pop. Quando ci si sposta sui programmi di approfondimento il pubblico tende a ridursi, salvo rare eccezioni, e di conseguenza nell’immaginario collettivo emergono i volti dell’intrattenimento di massa.
Stefania Capati: molto chiaro. Nel tuo nuovo libro ci mostri come, esattamente come fai con i tuoi studenti all’Università di Pavia, esista un vero e proprio metodo di lavoro per i social media e la conduzione. In pratica, cosa dovrebbe fare il presentatore perfetto?
Filippo Poletti: la metto un po’ alla Sgarbi, Stefania: deve prepararsi, prepararsi, prepararsi! Bisogna curare con attenzione tutte le fasi: prima dell’evento, durante la gestione sul palco che sia fisico, virtuale o ibrido, e nella fase di revisione successiva. Nel libro suggerisco 31 regole del presentatore perfetto, che vanno dalla stesura di scalette con micro-cicli di dieci minuti fino all’adozione di uno stile essenziale e a una costante formazione continua.
Stefania Capati: domanda provocatoria: a quale presentatore o moderatore regaleresti questo libro per insegnargli un po’ di buona educazione?
Filippo Poletti: guarda, lo regalerei a tanti manager. Credo che nelle aziende, al di là dei contesti televisivi o mediatici, ci sia un grande bisogno di tornare a un dialogo moderato e civile. Quante riunioni di business facciamo alzando i toni della voce? In quel contesto, chi guida il team ha il dovere di moderare e temperare i toni.
Stefania Capati: risposta diplomatica! Tornando ai presentatori, come si misura l’efficacia di una conduzione? Quale griglia di valutazione suggerisci?
Filippo Poletti: nel libro presento una matrice semplice ma efficace, basata su due assi: in orizzontale la preparazione, in verticale la reattività. Incrociandoli emergono quattro profili:
l’apprendista: bassa preparazione e bassa reattività; risulta inadeguato.
il funambolo: bassa preparazione ma alta reattività; sa improvvisare, ma si prepara poco.
il recitante pessimo: alta preparazione ma bassa reattività; segue il copione in modo rigido e macchinoso.
il direttore (o direttrice) d’orchestra: alta preparazione e alta reattività; è il profilo ideale che ogni organizzatore dovrebbe ricercare.
Stefania Capati: vorrei ora fare una domanda a Filippo Poletti come creator: su linkedin sei seguitissimo e hai raggiunto i vertici. Qual è il segreto del tuo successo e come si costruisce una community così partecipata?
Filippo Poletti: il segreto sta nella costanza unita alla qualità dei contenuti. Sai, l’italiano è forse l’unica lingua al mondo in cui la parola “successo” viene prima del “sudore”! E poi, diciamocelo francamente: che soddisfazione c’è a ottenere un risultato positivo senza impegno? Permettimi un’ultima sottolineatura: siamo tutti influencer. Non lo è solo Filippo su linkedin; lo siamo ciascuno di noi nella vita di tutti i giorni, quando mandiamo un messaggio su whatsapp o quando rispondiamo al telefono o alla porta di casa. Possiamo essere influencer positivi o negativi: sta a noi scegliere da che parte stare. Il mio consiglio è di scegliere sempre la positività.
Stefania Capati: un ottimo consiglio! Abbiamo quasi esaurito il tempo a disposizione. Ricordo il titolo del libro di Filippo Poletti: “Il presentatore perfetto. Organizzare e moderare un evento per far circolare idee e non insulti“, edito da Guerini e Associati (disponibile in libreria e negli store online). Filippo, ti ringrazio tantissimo per essere stato con noi e per aver condiviso i tuoi preziosi consigli.
Filippo Poletti: grazie mille a te, Stefania, e un saluto a tutte e tutti voi. Condividete, condividete e siate dei presentatori moderati!
Stefania Capati: ricordo che l’intervista integrale e l’articolo completo vi aspettano su radiotusciaevents.com. Un saluto e alla prossima!






