Se si pensa alla parola “inquinamento”, forse la prima immagine che viene in mente è una discarica piena di rifiuti di plastica. Come è risaputo, i monomeri, derivati da petrolio e metano, sono altamente tossici. Dispersi nell’ambiente – nelle acque, nella terra e nell’aria – compromettono gravemente la salute dell’uomo e delle specie animali e vegetali. Eppure, ci sono funghi che sembrano nutrirsi proprio di queste sostanze. E non solo… sono anche commestibili!
Il progetto di Livin Studio
Funghi che mangiano la plastica? Non solo è possibile, ma potrebbe rivoluzionare completamente il modo di pensare all’ecologia… e alla gastronomia. Ne è convinto l’austriaco Livin Studio, un progetto nato in collaborazione con l’Università di Utrecht e grazie ai fondi della Art Bio and Design Award, che ha deciso di costruire un’installazione per dimostrare la validità dei funghi nel contrasto dell’inquinamento.
Il progetto si chiama Fungi Mutarium e consiste in un vero e proprio supporto diviso in tre cilindri. Nel primo ci sono i funghi, nel secondo la plastica sterilizzata e nel terzo una serie di baccelli che contengono agar, amido e zucchero – composto molto “appetitoso” per i funghi.
Fungi Mutarium intende dimostrare la validità del Pleurotus Ostreatus e dello Schizophyllum Commune nello smaltimento rispettivamente dei rifiuti in legno e in plastica. È lo Schizophyllum il fungo capace di digerire la plastica, trasformandola in una biomassa commestibile.
L’installazione è inserita all’interno di una campana di vetro che regola i livelli di umidità, creando un habitat ideale per la proliferazione dei funghi. L’esperimento è volto alla presentazione sul mercato di un prototipo, anche se gli studiosi dovranno prima risolvere alcuni problemi. I funghi, infatti, hanno bisogno di diversi mesi per digerire completamente la plastica dei rifiuti.
Da rifiuti ad alimenti
Un dispositivo di questo tipo potrà rappresentare una validità soluzione per piccole comunità o aziende agricole che necessitano di smaltire modeste quantità di plastica. Questa tecnologia è completamente green, oltre a possedere un altro vantaggio. I funghi cresciuti, infatti, sono assolutamente commestibili. Pare che abbiano un sapore simile alla liquirizia anche se a volte possono risultare forse particolarmente speziati.






