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Unitus: a Viterbo inaugurazione dell’anno accademico 18/19

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Sono le 9.30 della mattina, all’auditorium del rettorato è già tutto pronto. Siamo in attesa che cominci la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2018/19. Non è un anno qualsiasi, bensì è l’anno in cui l’università degli studi della Tuscia compie quarant’anni. A presenziare un ospite d’onore per festeggiare questo traguardo, si tratta del presidente della repubblica Mattarella. I preparativi fervono, l’arrivo dell’ufficio stampa del quirinale ci comunica che il presidente è atterrato in aeroporto. Iniziano a riempirsi i posti; in prima fila, fra gli altri, arrivano il procuratore capo Auriemma, il questore di Viterbo Macera, il vicepresidente della regione Smeriglio, il sindaco Arena, il presidente della provincia Nocchi, l’assessore Troncarelli, il presidente del consiglio comunale Evangelista e il vescovo Fumagalli. Alle 11 esatte fanno il loro ingresso i due corazzieri che accompagnano l’arrivo del presidente Mattarella: la cerimonia può iniziare. Ad aprirla il Coro Unitus, guidati in maniera impeccabile dalla direttrice Maestro Antonella Bernardi, con l’inno di Mameli.

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L’intervento del Rettore

La solennità del momento viene seguita dal discorso inaugurale del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi della Tuscia Alessandro Ruggieri. Per un attimo torniamo al 3 aprile del 1979, giorno in cui veniva firmato il decreto costitutivo dell’ateneo. Un luogo nato in un territorio inizialmente ostile, di dimensioni ridotte, caratterizzato dall’assenza di grandi imprese e da una ridotta rete di trasporti. Ruggieri ci ricorda come grazie alla spinta propulsiva del primo rettore Scarascia Mugnozza e allo sviluppo ottenuto dal secondo rettore Mancini, si è potuti arrivare ad oggi, accrescendo così l’importanza dell’università sia nel territorio che a livello nazionale. Il suo intervento si sofferma su diversi punti fondamentali.

“Cultura e competenza” come prima cosa: riprendendo una vecchia indagine sull’ateneo, l’università della Tuscia è la prima in classifica ad avere studenti laureati con nessuno dei due genitori in possesso di laurea. Questo vuol dire garantire l’accesso alla cultura a tutti. E a questi studenti va garantita l’eccellenza nella formazione. L’uguaglianza sociale, la cultura, aiutano ad essere cittadini migliori, aiutano a far capire i propri diritti e aiutano a valutare con ragionevolezza le opinioni degli altri. Ignoranza e isolamento sono da sempre alla base dell’illegalità. Sottolinea inoltre come un bravo professore è un bravo ricercatore e un bravo educatore.

Non manca di elencare come l’ateneo sia andato migliorando con il tempo. La didattica e l’offerta formativa sono state rese più attrattive: questo si evince anche dal dato secondo il quale è aumentato dell’otto per cento il numero degli iscritti (sono aumentati del quattro per cento gli iscritti in regola con gli studi), più della metà sono fuori sede.

Crescente anche il rapporto con le scuole del territorio con protocolli per l’orientamento e per l’alternanza scuola lavoro, con la quale già dal terzo anno viene data la possibilità agli studenti di frequentare l’università. Con l’aiuto dei tutor si preparano con più maturità e conoscenza a una scelta per il loro futuro.

L’università come una famiglia

E’ il turno del rappresentante degli studenti, Filippo Lazzari. Come primo punto del suo intervento sottolinea come con una corretta gestione dei fondi sia possibile mantenere basse le tasse di iscrizione (fra le più basse d’Italia). Ci parla di un ateneo dove lo studente si sente a casa e dove vengono soddisfatte le sue necessità. L’università vive e resiste grazie agli studenti che sono i giovani che costruiranno l’italia del futuro.

Digitalizzazione e crescita

Segue Maria Adele Savino, membro del personale dirigente e tecnico amministrativo. Nel suo discorso si evince la necessità di un’università di stampo moderno, con competenze trasversali. Tutto ciò porta a numerosi aggiornamenti e formazione continua. La digitalizzazione va vista come opportunità di crescita per l’università stessa in un processo di semplificazione delle pratiche amministrative.

Parola d’ordine: consapevolezza

Il tema che segue è quello centrale di questo appuntamento. Sostenibilità ambientale, sviluppo economico e responsabilità sociale, e a parlarne è il professor Marco Frey. Ci parla di un processo che vive attraverso tre dimensioni: economica, sociale e ambientale. Nostro compito preservare questi tre capitali per le future generazioni. Occorre porsi in una nuova prospettiva con un nuovo modello di sviluppo che sappia gestire contestualmente le tre dimensioni nelle loro criticità. Le slide scorrono spiegando ai presenti come un’economia produce benessere se migliora anche la qualità dell’ambiente; si parla di occupazioni green, innovazione con l’attenzione all’ambiente. “Facciamo meglio con meno” lo slogan da portare avanti. Invita le aziende alla sfida lanciata con il Global Compact, il patto mondiale delle Nazioni Unite per incoraggiare un’economia più sostenibile. Ciascuno, anche con la sua piccola goccia, può aiutare nel risultato complessivo. Ultimo punto su cui si sofferma è il cambiamento climatico in corso, non possiamo più ignorare cosa sta accadendo: consapevolezza è la parola d’ordine (siamo passati da 200 a 800 disastri ambientali all’anno in 35 anni).

radiotusciaevents.comL’intervento del presidente Mattarella

Ultimo ad intervenire in questa lunga cerimonia è il presidente della Repubblica Mattarella. Ribadisce come 40 anni possano sembrare pochi, soprattutto in Italia, dove esiste una lunga tradizione accademica universitaria. Il presidente non manca di ricordare come l’università della Tuscia abbia contribuito negli anni ad avanzare il livello culturale del territorio, aprendo gli orizzonti e organizzando intese con 138 atenei di altri paesi. Anche il suo intervento si basa sulla tematica ambientale. Solo qualche giorno fa ha firmato insieme ad altri capi di stato un documento comune per sottolineare come i mutamenti climatici siano la sfida principale del nostro tempo insieme alla difesa dell’ambiente. Questo, soprattutto per l’Italia, deve essere argomento di interesse prioritario, chiamata alla salvaguardia della bellezza del nostro paese, dove spesso le calamità naturali sono dovute alla scarsa cura del territorio. Questo compito è stato assegnato ai giovani e verso questa grande sfida l’Italia e i suoi cittadini devono iniziare a muoversi.

Si concludono così le celebrazioni per l’inaugurazione dell’anno accademico 2018/19, dove la cura dell’ambiente e del nostro territorio sono stati i protagonisti. Si pongono nuove sfide per l’ateneo, che saprà accoglierle al meglio, così come ha già fatto in questi primi quarant’anni. Verso un futuro più consapevole e sostenibile, auguriamo anche noi un buon anno accademico a tutti.

 

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