La via Cassia era una delle strade consolari dell’antico impero Romano ed era destinata ai collegamenti con l’Etruria.
Le strade romane inclusa la via Cassia, avevano uno sviluppo calcolato in circa 140.000 chilometri, e giungevano dalle rive del mare del Nord fino al margine del deserto del Sahara. E dalla Spagna arrivavano fino al Golfo Persico.
Proprio la capillare diffusione delle strade ha permesso quella straordinaria fusione di vita, cultura, e popolazioni che erano la forza e il vanto dell’Impero Romano.
La perfetta organizzazione di stazioni di posta con cambio dei cavalli, consentiva spostamenti molto veloci anche se c’era una notevole intensità di traffico tra una regione e l’altra.
I viaggi erano motivati da spostamenti di truppe, commerci, ma erano frequenti anche quelli per studio ed esplorazione.
Ci giungono notizie che erano frequenti anche i viaggi di piacere da parte delle classi medio alte.
Vezio uno scrittore dell’inizio del V secolo ci da notizia che un esercito in assetto di marcia riusciva a compiere fino a venti miglia quotidiane.
Anche il servizio postale funzionava benissimo tanto è vero che Cicerone riceveva le sue lettere spedite da Roma, in soli cinque giorni. Mentre quelle spedite da Roma a Brindisi arrivavano in nove giorni.
Le strade erano larghe circa quattro metri ed i carri normalmente erano larghi tra i 90 e i 110 centimetri, quindi non si intralciavano assolutamente.
Anche il metodo di costruzione era fatto con criterio, scegliendo i materiali a disposizione in loco, ma facendo attenzione a lasciare curvo il profilo superiore del manto stradale per fare in modo che non ristagnasse acqua.
Si dice che tutte le strade portano a Roma, ma invece è vero che avevano un inizio comune in un cippo collocato nei pressi del Campidoglio.
Il cippo era chiamato il millarium aureum e da qui aveva inizio la progressione della distanza e di un sistema che ancora oggi sopravvive.
La via Cassia partiva dal cippo e si dirigeva nel cuore dell’Etruria. Fino a Ponte Milvio era gemellata con la Flaminia, per poi dividersi e proseguire fino a Arezzo attraversando importanti centri quali Sutri e Chiusi. Ad Arezzo si raccordava con la Flaminia Minor che raggiungeva Bologna.
Non si sa chi le abbia dato il nome forse Cassio Longino console ne 154.
Attualmente un lungo tratto ancora intatto congiunge Monte Jugo alla frazione di Paoletti a Montefiascone ed è una passeggiata molto suggestiva.
Stefania Capati






