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La ceramica per il vasellame delle antiche popolazioni

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Tra le attività manuali dell’uomo, una delle più antiche è senza dubbio quella della ceramica. Con la ceramica venivano realizzati i contenitori destinati alla cottura dei cibi e alla loro conservazione.

I primissimi recipienti in ceramica erano eseguiti a mano, in maniera molto rudimentale, lavorando l’argilla con l’aggiunta di acqua e ricavandone oggetti molto irregolari, dallo spessore non omogeneo. Ma la produzione era fondamentalmente legata all’uso familiare e non era necessario un alto grado di manualità.

Ben presto gli artigiano si accorsero che l’aggiunta all’argilla, di altri ingredienti tipo la sabbia, conferiva all’impasto maggiore resistenza al contatto con il fuoco. In particolare per le pentole che erano sovente a contatto della fiamma.

Questo tipo di impasto si perfezionò nel tempo, finché nel VIII secolo a.c. arrivarono in Etruria i Greci. E gli artisti greci insegnarono agli antichi Etruschi, l’impasto per il vasellame con argilla depurata.

Fu un trionfo per l’arte ceramica etrusca e diverse botteghe di artigiani fiorirono nelle città etrusche in particolare a Vulci.

La continua sperimentazione aveva portato ad un progressivo raffinamento dei manufatti, caratterizzati da uno spessore più sottile, da superfici levigate e decorazioni varie.

Si diffuse l’uso del tornio per modellare i vasi e l’uso di vernici di diversi colori per la decorazione.  Il tornio era costituito da un pesante disco di legno, terracotta o pietra e montato su di un perno di sostegno. Si prestava molta attenzione all’equilibrio del disco perché anche minimi sbilanciamenti potevano portare ad imperfezioni del vaso con una forma sbagliata, uno spessore non uniforme oppure un errore nel disegno.

Il disco veniva fatto girare a mano dal ceramista, ma spesso da un giovane apprendista, cosicché l’artista poteva modellare agevolmente il manufatto.

Una volta ottenuto il modello desiderato, la superficie veniva levigata con una stecca o una spugna inumidita. Subito dopo veniva staccato dalla base e messo ad asciugare. Appena l’argilla era parzialmente asciutta, venivano applicati le anse e i piedi che normalmente venivano lavorati a parte.

Una volta essiccato, il vasellame veniva decorato dal ceramografo, che dopo aver steso l’ingobbio che poteva essere bianco o rosso, passava al disegno scelto.

Ma della tecnica del disegno ne parleremo in un altro articolo.

Stefania Capati

 

 

 

 

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