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La Madonna della Carità di Velletri


Una visita al Santuario della Madonna della Carità.

 

La Chiesa di Santa Apollonia a Velletri

La Chiesa di Sant’Apollonia a Velletri, vede emergere le prime notizie circa la sua costruzione nella prima metà del XVII secolo. Venne fatta erigere dai frati del III ordine di San Francesco. Questi si fermarono a Velletri probabilmente intorno al 1550, stabilendosi poi in città, nella chiesa di Santo Stefano. Non siamo a conoscenza del nome dell’architetto che realizzò tale opera barocca, possiamo presumibilmente attribuire le decorazioni in stucco di Santa Apollonia a Paolo Naldini, figlio di Giovan Battista, scultore. Dello stesso Naldini le opere del distrutto Palazzo Ginnetti del XVII secolo, caduto prima parzialmente in seguito ad un bombardamento nel 1944, demolito poi completamente nel dopoguerra.

Antoniazzo Romano, pietra miliare del rinascimento romano

L’immagine venerata della Madonna della Carità di Velletri, patrona dei dentisti, è opera invece di Antoniazzo Romano (Maestro Antonio di Benedetto Aquili ma per firmare le sue opere non untilizò mai il suo nome). All’interno della Chiesa se ne può ammirare una copia. L’originale venne spostata dalla sua collocazione per essere esposta nella collezione diocesana. Il museo, è visitabile nei fine settimana dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. Altre informazioni sono consultabili sulla loro pagina web.

Antoniozzo Romano, del quale avevamo già  parlato in un precendente articolo, fu un artista romano, figlio di una Roma che non aveva una scuola locale. Di una città che era solita chiamare artisti da fuori per le grandi opere dei papi. Diventerà una pietra miliare nella storia della pittura romana rinascimentale del tardo 400. Non si hanno grandi notizie circa la sua vita. Sappiamo però che si formò seguendo altri illustri artisti, quali Melozzo da Forlì, Benozzo Gozzoli, il Perugino, ecc. 

Proprio Velletri conserva alcune delle sue opere più grandiose, tra le quali la Madonna della Carità sull’altare maggiore della Chiesa di Santa Apollonia. Una delle sue ultime opere, la Pala di Santa Maria del Prato a Campagnano, di cui è rimasto solo un frammento, è conservata al Museo Civico di Viterbo ove si può ammirarla tutt’oggi. 

 

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