Chissà quante volte avrete visto la Parietaria nelle crepe dei muri oppure nei terreni incolti. La Parietaria è comunissima in Italia e la si trova spesso in grandi colonie.
Può essere un piccolo cespuglio o può crescere prostrata su un terreno, fiorisce da aprile a settembre, ma i suoi fiori sono molto piccoli e insignificanti.
L’uso erboristico della Parietaria è noto dall’antichità. Sono note le sue proprietà diuretiche, depurative e antilitisiache. E’ il rimedio erboristico ideale per alleviare problemi come cistite, calcoli renali, e anche per reumatismi infiammatori.
La raccolta delle parti aeree della pianta si può fare da aprile a settembre, avendo cura di farle essiccare rapidamente in un luogo asciutto ed areato.
Il sapore di questa pianta medicinale non è molto buono e perciò è consigliabile mescolarla con altre erbe più dolciastre come la malva o la camomilla. Si consiglia l’infuso preparato con le foglie essiccate e sminuzzate lasciate in acqua bollente per 20 minuti.
Per uso esterno si può usare un decotto preparato facendo bollire per 5 minuti le foglie secche della Parietaria. Una volta raffreddato si usa la poltiglia per impacchi contro la foruncolosi, le ragadi o la dermatite.
Invece per favorire la diuresi si può preparare la tintura madre mettendo a macerare 30 gr di foglie secche in 100 ml di alcool a 95°. Dopo 10 giorni filtrare e conservare in una bottiglia di vetro scuro al riparo dalla luce diretta. Il prodotto si può assumere in gocce. Ne bastano 40 al giorno diluite in un bicchiere di acqua. L’effetto diuretico è garantito.
Alcune persone usano la parietaria in cucina, lessando le foglie e cucinandole esattamente come si fa per gli spinaci o le bietole.
La parietaria ha un sapore decisamente amarognolo che ben si sposa con la ricotta o con la besciamella per gustosi ripieni di pasta o ravioli.
Ovviamente si deve avere cura di raccogliere le foglie giovani.






