La Malva è diffusa in tutta Italia, isole maggiori incluse, e cresce fino a 1300 metri di altitudine.
I fiori della malva vanno dal rosa al lilla scuro, si trovano da maggio e fino ad agosto ed essiccati al sole o all’ombra possono essere utilizzati nelle tisane. I petali sono di difficile conservazione, appena essiccati diventano blu ma poi si decolorano in poco tempo diventando fragilissimi.
Il nome della Malva deriva dal latino “mollire alvum” letteralmente lenire il ventre per le sue proprietà emollienti e calmanti.
La malva si riconosce per i suoi fiori composti da cinque petali ben distanziati, stretti alla base e con il margine superiore scavato da una “insenatura”. I frutti a dischi biconcavi sono disposti a corona in un calice persistente.
La malva spontanea cresce in terreni molto azotati anche ad elevate altitudini, ma prevalentemente nei campi incolti essendo una pianta biennale.
Il suo uso come ortaggio e come pianta medicamentosa è noto sin dal settimo secolo A.C. e anche Cicerone racconta di esserne talmente ghiotto da farne indigestione. Della pianta ad uso alimurgico si usano i germogli più teneri. Invece Marziale la usava come cura riparatrice dopo aver partecipato ad un’orgia.
Plinio il Vecchio nella sua opera Naturalis historia dice che una pozione a base di succo di Malva evita malesseri per tutto il giorno.
I Pitagorici la consideravano una pianta sacra che aveva il potere di liberare gli uomini dalla schiavitù delle passioni, invece Carlo Magno la volle come pianta decorativa dei propri giardini. I Romani la coltivavano come verdura e la cucinavano anche in occasione di pranzi importanti.
La Malva è un ingrediente della ricetta della tisana dei quattro fiori composta da sette specie: rosolaccio, farfara, piede di gatto, verbasco, altea e viola mammola.
Della pianta della Malva si utilizzano la radice, le foglie e i fiori che devono essere raccolti in giornate asciutte e fatti essiccare all’ombra.
Le proprietà terapeutiche sono antinfiammatorie, emollienti intestinali e dell’apparato respiratorio, lenitive e leggermente lassative. grazie all’azione calmante sull’epidermide l’infuso di malva si adopera contro le punture di insetti e per tutte le irritazioni della pelle. E’ indicata per chi soffre di gonfiori o fratture degli arti.
Le foglie di Malva spezzettate e bollite si applicano sulle gengive infiammate per calmare il dolore.






