La Stanza dell’Aurora, si trova nell’appartamento d’estate del Palazzo Farnese di Caprarola e quindi esposta a nord. La stanza dell’Aurora ideata da Annibal Caro come camera da letto del gran cardinale Alessandro Farnese presenta un ciclo di immagini che ispirano al riposo, al sonno e al moto perpetuo che si ripete ogni giorno dall’alba al tramonto.
Annibal Caro di origini marchigiane visse molti anni alla corte dei Farnese al punto di diventarne un uomo di fiducia al punto da ricevere incarichi di vera fiducia. Fu segretario prima di Pierluigi, poi di Ranuccio e infine di Alessandro.
Con il cardinale Alessandro strinse un rapporto molto stretto e con lui visitò tutti i luoghi farnesiani della Tuscia.
Il gran cardinale Alessandro Farnese, nipote di papa Paolo III, colto e raffinato, amante delle arti e delle lettere aveva ingaggiato dotti letterati, pittori e architetti. Tra gli artisti aveva assunto Jacopo Barozzi da Vignola, per la ristrutturazione e l’abbellimento di una vecchia fortezza militare farnesiana, iniziata nella prima metà del ‘500 e rimasta incompiuta.
Il Cardinale ha interessi anche nell’ambito dell’alchimia e dell’astrologia e pertanto affida alla sapiente mente di Annibal Caro la ricerca di soggetti pittorici “fuori dall’ordinario” per la sua stanza da letto.
Si tratta di una stanza privata, usata esclusivamente dal Gran Cardinale, il cui tema decorativo esprime il desiderio del Farnese di poter contemplare soggetti ispiratori adeguati. Soggetti sui quali riflettere in solitudine, meditando su temi riguardanti l’iniziazione spirituale e l’illuminazione interiore della coscienza.
Annibal Caro pensò a degli affreschi con complessi significati allegorici e simbolici tipici della cultura dell’epoca. La realizzazione fu affidata a Taddeo Zuccari che al centro della volta realizzò un ovale in cui è raffigurato il Crepuscolo.
Nelle vele angolari realizzò quattro medaglioni che presentano chiari riferimenti a dottrine tradizionali ed
esoteriche.
Invece nelle lunette sono rappresentate delle scene in rapporto alle figure dell’ovale centrale.
Stefania Capati
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