FESTA DELLA MAMMA: MENTRE LE NASCITE CROLLANO, UN’AZIENDA PAGA UN BABY BONUS ANCHE A PAPÀ, ADOZIONI E AFFIDI
L’iniziativa di Mauro Atturo (Problem Solving): fino a 2.500 euro per ogni nuovo ingresso in famiglia
Mentre l’Italia continua a registrare un calo record delle nascite, arriva dal mondo delle imprese una misura concreta a sostegno della genitorialità.
Secondo gli ultimi dati dell’ISTAT, nel 2025 le nascite sono scese a circa 355mila, con un tasso di fecondità fermo a 1,14 figli per donna, tra i più bassi in Europa. Un trend negativo che prosegue da oltre 15 anni e che le politiche pubbliche – dall’assegno unico agli incentivi per le famiglie – non sono ancora riuscite a invertire.
In questo scenario si inserisce l’iniziativa di Mauro Atturo, CEO della Problem Solving, azienda leader nel settore dei contact center per le principali telco, con centinaia di risorse dirette e indirette dislocate in tutta Italia e una forza lavoro composta per il 90% da donne.
Si tratta di una realtà imprenditoriale, che pur non essendo una multinazionale e operando in un settore altamente competitivo, ha scelto di introdurre misure di welfare avanzato con un impatto economico significativo sul bilancio aziendale. Un modello che comporta un investimento rilevante e che, in molti casi, può rappresentare anche un gravame organizzativo ed economico, ma che viene interpretato come una scelta strategica e culturale orientata alla stabilità occupazionale e alla valorizzazione delle persone.
L’azienda riconosce un Baby Bonus fino a circa 2.500 euro complessivi per ogni nuovo ingresso in famiglia, articolato in 700 euro una tantum erogati alla nascita del figlio o al suo ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento preadottivo, e 150 euro al mese per un anno. La misura è estesa non solo alle madri, ma anche ai padri lavoratori, ai casi di adozione e agli affidamenti preadottivi, ampliando così il significato stesso di sostegno alla genitorialità.
Accanto al Baby Bonus, l’azienda ha sviluppato un sistema strutturato di welfare aziendale che include il We Care Program, la polizza sanitaria You Salus e il Maggiordomo aziendale, servizio che supporta lavoratori e lavoratrici nella gestione delle incombenze quotidiane (dalla lavanderia alla sartoria fino a servizi postali come bollette e spedizione pacchi), con un impatto diretto sulla conciliazione vita-lavoro.
Il We Care Program è un programma di prevenzione gratuita che include esami diagnostici come mammografie, pap test, ecografie, esami urologici e analisi del sangue, con l’obiettivo di promuovere la cultura della prevenzione e della diagnosi precoce.
La You Salus è una polizza sanitaria integrativa che garantisce accesso a cure private in caso di patologie, interventi chirurgici e percorsi di maternità e parto, elemento particolarmente rilevante in un contesto a forte presenza femminile.
Un sistema di welfare aziendale orientato alla tutela della parità di genere, con l’obiettivo di garantire condizioni lavorative e di crescita professionale eque anche nella gestione della genitorialità, riducendo gli ostacoli che incidono sia sulle donne sia sugli uomini in relazione a maternità e paternità, che non si limita alla dimensione economica ma assume anche una valenza sociale e psicologica: la tutela delle neo mamme passa infatti dalla percezione di essere accolte, supportate e non penalizzate durante gravidanza e rientro al lavoro, condizione, anche quest’ultima determinante, per una reale conciliazione vita-lavoro.
“Celebrare le mamme oggi significa anche creare le condizioni perché diventarlo non sia un ostacolo. Ma significa anche riconoscere il ruolo dei padri e di chi sceglie percorsi come l’adozione o l’affido. La vita va sostenuta sempre, in ogni sua forma,” dichiara Mauro Atturo.
In Italia, la difficoltà di conciliare lavoro e famiglia resta uno dei principali freni alla natalità, soprattutto per le donne. L’età media al primo figlio supera i 32 anni e sempre più coppie rinunciano o rimandano la scelta di avere figli.
In questo contesto, l’iniziativa della Problem Solving assume un valore che va oltre il welfare aziendale: contrasta gli stereotipi che penalizzano la maternità nel lavoro, sostiene economicamente le famiglie in modo immediato, riconosce pari dignità a tutte le forme di genitorialità e coinvolge attivamente anche i padri, ancora poco presenti nelle politiche di sostegno.
“Le donne sono il motore della società, ma non possono essere lasciate sole. Un’azienda moderna deve accompagnare la genitorialità, non ostacolarla. È una scelta etica, ma anche una visione di futuro,”
conclude Atturo.
In un Paese che continua a perdere nascite anno dopo anno, il messaggio è chiaro: la Festa della Mamma non può essere solo simbolica, ma deve diventare un momento per riflettere su cosa serve davvero per sostenere la vita. E, oggi, anche le imprese possono fare la differenza.






