Oltre il Visibile: il nuovo evento serale gratuito al Museo Egizio per scoprire la disciplina dell’archeometria
Lunedì 18 maggio il Museo Egizio apre al pubblico in orario serale – ingresso gratuito, dalle 19 alle 22 – per “Oltre il visibile”, manifestazione con incontri, visite guidate, laboratori, dedicata all’archeometria, la scienza che legge nella materia ciò che i secoli hanno reso invisibile.
Tredici mini talk nelle sale, visite guidate, un quiz e un’attività partecipativa vedranno protagonisti i curatori e i restauratori del Museo Egizio, i ricercatori del CNR, del Politecnico di Milano, delle Università di Torino, Pisa e Milano, di Eurac Research di Bolzano e del Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale, che racconteranno e mostreranno al pubblico come si analizza e si studia una collezione antica che copre tremila anni di storia.
L’appuntamento si inserisce in una doppia occasione internazionale: la Giornata Internazionale dei Musei 2026, dedicata quest’anno al tema “Museums Uniting a Divided World”, e il 45mo Simposio Internazionale di Archeometria ISA2026 (18–22 maggio), che porta a Torino i principali specialisti mondiali della disciplina.
Misurare l’antico per raccontarlo
L’archeometria, disciplina che applica le scienze fisiche e chimiche allo studio dei manufatti, non è semplicemente un insieme di tecniche, ma si potrebbe definire il punto in cui i dati incontrano la storia e diventano racconto. I visitatori di Oltre il visibile scopriranno che tecniche di laboratorio, restauro e ricerca storica convergono attorno allo stesso oggetto per costruire insieme una conoscenza che nessuno potrebbe raggiungere da solo. Analisi scientifiche, restauri e render 3D restituiscono così le storie millenarie nascoste nei reperti: chi ha creato questo oggetto, con quali materiali, in quale luogo, per quale scopo. E se ha avuto più di una vita.
Il Museo Egizio – da anni laboratorio di ricerca oltre che luogo di esposizione – offre per una sera questa prospettiva al grande pubblico, a partire da tredici mini talk laboratoriali che mostreranno lati inediti del lavoro dell’archeologo e della ricerca storica.
Si va dal telerilevamento spaziale, con Nicodemo Abate del CNR ISPC di Milano che mostrerà come satelliti e droni vengano impiegati per individuare siti archeologici, fino ai modelli digitali
3D con cui Paolo Del Vesco (Museo Egizio) e Alessandro Mandelli (Politecnico di Milano) analizzeranno in diretta uno scavo da remoto.
Johannes Auenmüller (Museo Egizio) con un team dell’Università degli Studi di Torino (Francesca Gambino, Alessandro Borghi, Serena Spadavecchia, Daniele Castelli, Rasia Shajahan) ricostruiranno il percorso della pietra dalla cava fino alla trasformazione in statua, incuriosendo il pubblico su scelte estrattive e tecniche di lavorazione degli antichi Egizi.
Le ricercatrici del CNR ISPC (Alessandra Botteon, Claudia Conti, Donata Magrini e Eva Luna Ravan) e del Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale (Tiziana Cavaleri e Serena Hirsch) illustreranno invece come l’analisi spettroscopica permetta di leggere i colori antichi nelle loro componenti chimiche, mentre Alan Crivellaro e Flavio Ruffinatto dell’Università di Torino porteranno i visitatori alla scoperta della dendrocronologia: gli anelli del legno come archivio di dati climatici e cronologici. Sul fronte della chimica organica, Divina Centore e Federica Facchetti del Museo Egizio, con Ilaria Degano e Francesca Modugno dell’Università di Pisa, faranno il punto su come sia possibile identificare il contenuto di un contenitore antico senza aprirlo. Martina Terzoli si concentrerà sulla faience, il materiale vetroso prodotto in Egitto fin dall’epoca predinastica, mentre Paola Buscaglia e Nicole Manfredda del Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale si concentrano su pigmenti e tecniche pittoriche. Valentina Coia e Alice Paladin di Eurac Research Bolzano portano il contributo della bioarcheologia allo studio dei resti umani.
Le restauratrici del Museo Egizio Eleonora Furgiuele e Giulia Pallottini presenteranno i risultati delle analisi e del restauro dei vasi in alabastro del corredo di Kha e Merit, recentemente riallestito al primo piano del Museo.
Marco Nicola dell’Università di Torino, con gli studenti dell’I.I.S. Albe Steiner, guiderà i visitatori alla scoperta del blu egizio, il primo pigmento sintetico della storia. Chiude il programma un intervento di Enrica Ciccone e Francesca Gaia Maiocchi del Museo Egizio, con Marco Gargano dell’Università di Milano, sulle tecniche diagnostiche applicate alla conservazione e alla lettura dei papiri.
La serata inoltre si arricchisce di tre proposte diverse:
Visite guidate multilingua – dalle 19:30 | Partenza dall’atrio, Piano 0 Tour tematici di un’ora dedicati alle ricerche scientifiche sulla collezione, disponibili in cinque lingue: inglese (19:30 e 20:45), arabo (19:45 e 21:00), spagnolo (20:00 e 21:15), francese (20:15 e 21:30), italiano (20:30 e 21:45). Massimo 20 partecipanti per gruppo.
Quiz “Missione Invisibile” – Sala conferenze, Piano 0 | Turni: 19:30, 20:30, 21:30 | Max 50 persone Una sfida a squadre in cinque domande sull’archeometria per mettere alla prova le
conoscenze acquisite durante la serata. Al termine di ogni turno vengono svelate le risposte corrette, con rimandi diretti alle attività in corso nel museo.
“Storie invisibili” – Roof Garden, Piano 1 | Turni: 19:30, 20:30, 21:30 | Max 25 persone Un esperimento di “archeometria emotiva”: l’incontro con un reperto può risvegliare memorie personali e far riemergere ricordi sopiti. I visitatori sono invitati a condividere le storie invisibili che gli oggetti della collezione suscitano in loro, esplorando il confine tra la biografia degli oggetti e la propria.






