Ombre Festival 2026: Viterbo si conferma capitale della riflessione tra legalità, grandi temi nazionali e lo “sguardo” di San Francesco
Una sinergia straordinaria tra istituzioni, forze dell’ordine e tessuto imprenditoriale per trasformare la città in un vero e proprio “salotto politico-culturale” di rilievo nazionale. È questo il fulcro della settima edizione di Ombre Festival, presentata ufficialmente questa mattina nella sala consiliare del Comune di Viterbo, alla presenza della sindaca, degli amministratori locali e degli organizzatori.
Nato nel 2016 da un’intuizione del direttore artistico Alessandro Maurizi, il festival è cresciuto fino a diventare un appuntamento fisso e prestigioso nella programmazione culturale della Regione Lazio e del Comune di Viterbo. Un successo che – come sottolineato durante la conferenza – non appartiene più solo all’associazione che lo ha generato, ma è ormai un patrimonio strutturato dell’intera comunità.
La legalità nasce dalla libertà: le riflessioni della vigilia
Dopo i saluti della Sindaca Chiara Frontini, l’assessore alla cultura Alfonso Antoniozzi ha aperto gli interventi svelando il dietro le quinte del festival, un lavoro che ricomincia “il giorno dopo” la fine dell’edizione precedente:
“Quando Alessandro Maurizi è venuto nel mio ufficio proponendomi il tema di quest’anno, incentrato sulle istituzioni e la politica, mi sono seduto a riflettere. Non si può parlare di legalità se prima non si parla di libertà e di scelta umana. La nostra società ha bisogno di questi momenti di approfondimento, ha bisogno di toccare il fondo per poi risalire attraverso la consapevolezza.”
Un plauso convinto è arrivato anche dal consigliere regionale Enrico Panunzi, che ha definito Ombre “il giardino delle riflessioni”, evidenziando come l’evento sia ormai una “coppia fissa” nella programmazione del consiglio regionale grazie alla capacità di unire mondi diversi.
Oltre la divisa: la cultura come protezione sociale
Particolarmente significativo il contributo di Giuseppe Becattini, segretario provinciale del SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia). Il festival, infatti, affonda le sue radici storiche proprio nell’esperienza di un gruppo di poliziotti che ha voluto superare i cliché:
“Volevamo dimostrare che c’è una connettività con il territorio che va oltre la nostra uniforme e il servizio quotidiano”, ha spiegato il direttore artistico Alessandro Maurizi, ricordando la nascita dell’associazione e le dieci edizioni del Premio Mariano Romiti prima dell’evoluzione in ‘Ombre’.
Per il SIULP, sostenere il festival significa “contribuire a costruire un territorio più consapevole. La cultura non è solo uno strumento di protezione sociale, ma riduce le distanze, crea opportunità e rafforza il senso di appartenenza”. Un concetto sposato appieno da Andrea Belli, presidente di Unindustria, il quale ha rimarcato che il sostegno delle imprese non è una mera questione economica: “Vogliamo cambiare l’ambiente culturale della città, toccando le basi morali della nostra Repubblica”.
Il Programma: da Giuseppe Cruciani a Stefano Bonaccini, fino al “guerriero” San Francesco
Il cartellone di questa settima edizione si preannuncia straordinario, con un respiro che Alessandro Maurizi definisce “senza eguali a livello nazionale”. Il festival spazierà dalla saggistica al teatro, dalla musica alla grande politica, mantenendo un approccio rigorosamente bipartisan e globale.
I grandi ospiti e le esclusive
Apertura col botto il 5 luglio:
Sul palco di Viterbo arriverà Giuseppe Cruciani, che presenterà in anteprima il suo nuovo libro.
I volti noti:
Confermata la presenza di grandi amici del festival come Gabriele Corsi.
Il focus sulle mafie:
Uno degli eventi di punta vedrà la partecipazione del procuratore Nicola Gratteri, una delle voci più autorevoli e importanti nella lotta alla ‘ndrangheta, che condividerà la sua esperienza sul campo.
Il salotto della grande politica:
Il 18 luglio sarà il turno del dibattito politico nazionale e internazionale con ospiti del calibro di Stefano Bonaccini e Sandro Canelli, per raccontare la realtà attuale fuori dalle logiche elettorali.
Lo speciale “Sguardo su San Francesco”
Quest’anno Ombre Festival, dedicherà uno spazio profondo alla figura di San Francesco d’Assisi, in occasione degli 800 anni delle celebrazioni francescane (che toccano da vicino anche la cultura della Tuscia, storicamente legata a Santa Rosa e alle tradizioni terziarie).
Il festival non racconterà il Francesco “addomesticato” dagli altari, ma il Francesco combattente: l’uomo che ha deciso di affrontare le grandi idee del suo tempo e ha cambiato il mondo. A guidare questo percorso ci sarà, tra gli altri, Davide Rondoni, presidente del Comitato nazionale per le celebrazioni francescane.
L’appuntamento con Ombre Festival, è dunque pronto a riaccendere le luci sulle piazze di Viterbo, promettendo, ancora una volta, di gettare luce sulle zone d’ombra della nostra contemporaneità.
Leggi qui il programma completo: https://ombrefestival.com/
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