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Ortomania, l’orto verticale

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In questo periodo, a molte persone sale il desiderio di possedere un piccolo orto casalingo ed è subito ortomania.

Le soluzioni per soddisfare l’ortomania dilagante sono tante e a portata di mano, di spazio e di disponibilità economica.

Si può trasformare il proprio balcone in un orto verticale, soluzione molto soddisfacente e anche in piena espansione.

Si può affittare un terreno in periferia, ma questo non sempre è possibile. Oppure attrezzare il piccolo cortile sotto casa.

In tempi di pandemia si sta diffondendo l’orto a distanza, cioè l’adozione di un orto del quale seguire via web l’evoluzione nel tempo.

Ma parliamo dell’orto verticale, che in inglese viene chiamato vertical farming, una soluzione molto ecologica che permette di coltivare anche su un piccolo balcone.

L’orto verticale può essere realizzato per hobby, ma soprattutto per avere piccole quantità di verdure sempre fresche e a portata di mano.

E’ grandissima la soddisfazione di poter servire in tavola la lattuga coltivata ad un metro di distanza, oppure anche un piatto di zucchine o un pesto di basilico, prodotto veramente a Km 0.

Perché questa grande diffusione dell’ortomania?

Perché secondo le stime dell’ONU e della FAO, entro il 2050 la popolazione mondiale raggiungerà la ragguardevole cifra di nove miliardi di persone. Di queste quasi l’80% è concentrato nelle metropoli. Tutto questo si traduce in un notevole aumento della necessità di coltivare altro terreno, che in realtà non c’è.

Quindi lo spazio per la coltivazione diventa verticale e diventa green. Si utilizzerà moltissimo la tecnica idroponica, cioè la coltura fuori suolo che garantirà meno inquinamento ambientale e meno esigenze di coltivazione industriale.

Coltivare in verticale è un’attività molto gratificante, che aiuta a sviluppare la pazienza e la calma. E sviluppa anche l’ingegno nel trovare soluzioni economiche ma originali e soddisfacenti per il proprio orto.

Pensate a come trovare il modo di poter raccogliere e riciclare l’acqua piovana per le irrigazioni. Siamo certi che la vostra soluzione sarà veramente innovativa.

Questo processo, appena iniziato è nella fase sperimentale, ma il nostro augurio è che si possa diffondere in un batter d’occhio per poter centrare alcuni obiettivi che sono quelli della salvaguardia della salute del pianeta. Salute che è seriamente compromessa dalle grandi coltivazioni intensive, dove l’uso di pesticidi e concimi chimici è ancora fuori controllo.

Stefania Capati

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