Peppino De Filippo. Oggi in questo nuovo articolo per la rubrica Il mercoledì di Lollo parleremo di questo grandissimo attore comico italiano.
Peppino De Filippo nasce a Napoli il 24 agosto 1903 e muore a Roma il 27 gennaio 1980.

Giuseppe De Filippo, meglio noto come Peppino De Filippo, o solo Peppino, nasce nella casa di via Bausan numero 28/O, con attuale ingresso da via Vittoria Colonna numero 10/a, a Napoli il 24 agosto 1903. Suo padre è l’attore e commediografo italiano Odoardo Lucio Fausto Vincenzo Scarpetta, meglio noto come Eduardo Scarpetta, nato a Napoli il 12 marzo 1853 e morto sempre a Napoli il 29 novembre 1925. Sua madre, invece, è Luisa De Filippo.
I suoi fratelli sono il drammaturgo, attore, regista, sceneggiatore e poeta italiano Eduardo De Filippo, o solo Eduardo, nato a Napoli il 24 maggio 1900 e morto a Roma il 31 ottobre 1984, e l’attrice, drammaturga e sceneggiatrice italiana Annunziata De Filippo, detta Titina, nata a Napoli il 27 marzo 1898 e morta a Roma il 26 dicembre 1963.Peppino trascorre i suoi primi anni a Caivano dove si esibisce sui palcoscenici fin da bambino. Ha alcune esperienze con delle compagnie teatrali in ruoli generici. Poi nel 1931 fonda con i fratelli la “Compagnia Teatro Umoristico: i De Filippo”. Questa esperienza è di grande successo. Realizzano un tournée in tutta Italia con nuove commedie e teatri pieni.
Altre nozioni su Peppino De Filippo.

Però nel 1944, a causa di dissidi con il fratello Eduardo, dovuti anche alla relazione di Peppino con l’attrice e soubrette italiana Lidia Maresca, detta Lidia Martora, nata a Rocca di Cave, comune della città Metropolitana di Roma, il 13 gennaio 1917 e morta a Roma il 23 aprile 1971, sorella della showgirl e ballerina italiana del teatro di rivista degli anni quaranta Marisa Maresca, nata a San Giovanni Rotondo, in provincia di Foggia, in Puglia, il 3 gennaio 1923 e morta a Milano il 22 febbraio 1988, lascia la compagnia. Grazie a questa separazione lui trova un suo stile come autore, dando alle sue commedie un tono più leggero di Eduardo.
Mostra anche la sua versatilità come attore recitando nel 1977 in “Il guardiano” di Harold Pinter, diretto da Edmo Fenoglio con Ugo Pagliai e Lino Capolicchio. Intrepreta inoltre Arpagone ne “L’avaro” di Molière. Poi nel 1977 pubblica per l’Editore Marotta l’autobiografia “Una famiglia difficile”. Inizia poi a lavorare per il cinema assieme a Totò. Con lui recita tra gli altri in “Totò, Peppino e i fuorilegge”, in “La banda degli onesti” ed in “Totò, Peppino e la… malafemmina”.
Inoltre lavora anche con registi del calibro di Fellini e Lattuarda in “Luci del varietà”. Lo troviamo anche in “Boccaccio ’70” nell’episodio “Le tentazioni del dottor Antonio”. Inoltre per la televisione inventa il personaggio Pappagone che presenta nella trasmissione “Scala reale”. Si tratta di un umile servitore al servizio del Cummendatore Peppino De Filippo. Qui troviamo le tipiche maschere del teatro napoletano come Pulcinella e Felice Sciosciammocca. Nel gergo di Pappagone troviamo le famosissime espressioni “piriché”, “ecquequà” e “carta d’indindirindà”.
Le ultime nozioni su Peppino De Filippo, la sua vita privata e la sua morte.

Alla fine del 1979 partecipa per le ultime volte in televisione con la conduzione del varietà televisivo “Buonasera con…” assieme al figlio Luigi e di cui incide su 45 giri anche la sigla “La gallina”. Peppino si sposa tre volte. La prima moglie è Adele Clarioni, la seconda è Lidia Martora, con cui convive per 30 anni fino a poche ore prima della morte di lei avvenuta nel 1971, e la terza è Lelia Mangano con la quale si sposa nel 1977. Con la prima moglie ha anche un figlio, l’attore, commediografo e regista italiano di teatro Luigi De Filippo nato a Napoli il 10 agosto 1930 e morto a Roma il 31 marzo 2018.
Il 27 gennaio 1980, nella clinica Sanatrix, a causa di un tumore, all’età di 76 anni, Peppino De Filippo Muore. Per sua volontà il funerale ha luogo nella cappella interna del cimitero del Verano. Lui è sepolto nella cappella di famiglia. Dopo alcuni anni il III Municipio capitolino Monte Sacro lo ricorda con una targa apposta al civico 761 del palazzo di via Nomentana dove lui ha vissuto. Un’altra targa del 2014 la si trova in via Ascensione n. 8.
Lorenzo Bernardini






