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Progetto Bioforest: i funghi che salvano i terreni inquinati

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Non è un mistero il fatto che l’inquinamento sia un problema serio, specie per quanto riguarda la produzione agricola. I terreni avvelenati, infatti, spesso non possono più essere utilizzati. O peggio ancora possono correre il rischio di dare frutti avvelenati. Ecco che la soluzione al problema potrebbe arrivare – per così dire – dalla terra stessa. I salvatori dei terreni avvelenati potrebbero essere i funghi.

 

Il lavoro dell’Università degli studi di Torino

A dire la verità, dietro i funghi mangia inquinamento è nascosto un lavoro lento e silenzioso. La Micoteca dell’Università degli studi di Torino è uno degli enti d’eccellenza presso i quali questo lavoro si svolge. Sono circa 5mila le specie di funghi qui conservate, tra l’orto botanico e i laboratori.

 

L’Università si occupa di custodire funghi che potrebbero rappresentare la svolta dal punto di vista ecologico. Alcuni potrebbero rappresentare la chiave nella lotta all’inquinamento del suolo, dell’aria e dell’acqua. Altri ancora potrebbero essere utilizzati nello smaltimento dei rifiuti e nel loro riciclo.

 

Life Bioforest: un progetto dall’impatto europeo

Ma smettiamo di usare il tempo condizionale, perché un progetto già esiste e si chiama Life Bioforest. Questo progetto è stato sviluppato con lo scopo di bonificare i terreni dell’ex Carbonchimica di Fidenza, tristemente famosi per la presenza di ordigni derivanti dalla Seconda Guerra Mondiale. Si tratta di un progetto sperimentale che potrebbe aprire la pista per molte altre esperienze simili. La lavorazione del petrolio e di altre sostanze chimiche, infatti, rappresenta quasi la metà delle cause di contaminazione dei terreni in Europa.

 

Ma perché i funghi rappresentano una valida alternativa contro l’inquinamento? Perché essi sono naturalmente presenti in natura e nei terreni dove vengono utilizzati. Ciò consente loro di riprodursi con maggiore facilità e di smaltire le sostanze chimiche senza nessuna conseguenza negativa per l’ambiente.

 

La validità di questo modello permetterà il fiorire di nuove esperienze…e non solo. Fioriranno anche le molte aree d’Europa contaminate dall’uso di sostanze inquinanti, dalla produzione di petrolio e di idrocarburi. Una strategia dal costo relativamente basso e con un impatto decisamente green sull’ambiente, sui suoli e sull’aria che respiriamo.

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