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Saverio Teruzzi e il progetto Good Food For All

GoodFoodForAll

 

Stefania Capati: Benvenuti a una nuova puntata dello “Speciale Eventi”. Oggi abbiamo il piacere di ospitare Saverio Teruzzi, artivatore della Fondazione Pistoletto – Città dell’arte e promotore del progetto europeo Good Food For All. Benvenuto, Saverio.

Saverio Teruzzi: Grazie Stefania, un saluto a tutti gli ascoltatori.

Stefania Capati: Iniziamo subito da una curiosità: cosa significa esattamente essere un “attivatore” all’interno della Fondazione Pistoletto?

Saverio Teruzzi: È un ruolo che si svolge internamente alla Fondazione e che mira a utilizzare l’arte come strumento per trasformare la nostra società in maniera responsabile. Non è solo estetica, ma un impegno concreto per il cambiamento sociale.

Stefania Capati: Parliamo di questo importante progetto europeo: Good Food For All. I dati sono scioccanti: in Europa si sprecano 58 milioni di tonnellate di cibo all’anno, mentre oltre 42 milioni di persone non hanno accesso a un pasto adeguato. Qual è la radice di questa enorme contraddizione?

Saverio Teruzzi: La contraddizione nasce dal fatto che la Comunità Europea ha messo l’economia al comando della politica. Noi invece vogliamo rimettere al centro la “politica vera”, quella che si occupa della società e che garantisce a ogni cittadino il diritto fondamentale a un pasto sano, equo e giusto.

Stefania Capati: Voi ponete molto l’accento sulla differenza tra “cibo” e “buon cibo”. Cosa cambia realmente?

Saverio Teruzzi: Cambia tutto. Come diceva il fondatore di Slow Food, spesso il ricco mangia bene sfruttando il contadino povero, mentre il povero mangia ciò che l’agricoltore ricco gli propina. La qualità del cibo è un tema di salute pubblica: la scarsa qualità porta malattie dirette e indirette, come l’obesità e i tumori.

Stefania Capati: Avete fatto un paragone molto calzante con il settore della moda. Ce lo spiega?

Saverio Teruzzi: Certamente. Si può comprare una maglietta a pochi euro, ma poi bisogna considerare quanto spenderemo dal dermatologo in futuro per colpa di quei materiali scadenti. Con il cibo è lo stesso: a tutti piace mangiare qualcosa di gustoso, ma spesso il gusto non corrisponde alla bontà o alla sicurezza del prodotto.

Stefania Capati: Molti bambini oggi non sanno più da dove proviene ciò che mangiano. Serve un cambio di consapevolezza?

Saverio Teruzzi: Assolutamente. Molti non associano la salsiccia che vedono al supermercato all’animale che è stato. Io non sono vegetariano, ma cerco di ridurre il consumo di carne al minimo e, quando lo faccio, cerco qualità. Dobbiamo garantire agli animali una vita e una fine dignitosa. È una questione di etica, oltre che di salute.

Stefania Capati: Mi ha colpito un dato: il 74% dei decessi globali è legato a malattie non trasmissibili, spesso riconducibili all’alimentazione. Perché c’è così poca consapevolezza rispetto, ad esempio, al fumo?

Saverio Teruzzi: È un’assurdità. Sui pacchetti di sigarette ci sono avvisi chiarissimi, mentre sul cosiddetto junk food non c’è nulla. L’industria alimentare approfitta dell’assenza di un’educazione civica che invece dovrebbe essere materia d’insegnamento fin dalle elementari.

Stefania Capati: C’è poi il tema drammatico dello spreco, che incide pesantemente sulla crisi climatica. Come possiamo intervenire?

Saverio Teruzzi: C’è lo spreco del singolo, che dimentica lo yogurt in frigo, ma c’è soprattutto quello cosciente dell’industria agroalimentare. Per mantenere alti i prezzi o per via di accordi economici internazionali, si distruggono tonnellate di cibo, come le arance, che potrebbero salvare vite altrove. È uno scandalo gestito in nome del profitto.

Stefania Capati: Come immagini l’Europa tra dieci anni e qual è l’obiettivo della vostra raccolta firme?

Saverio Teruzzi: Attraverso la nostra iniziativa dei cittadini europei, che si può firmare digitalmente sul sito goodfoodforall.eu, vogliamo un’Europa dove il cibo sia finalmente sano, equo e sostenibile per tutti. È una firma gestita direttamente dalla Comunità Europea, quindi sicura e fondamentale per il nostro futuro.

Stefania Capati: Saverio, ti ringrazio moltissimo per questa testimonianza. È un tema che mi sta molto a cuore e ti invito ufficialmente a tornare per continuare a sensibilizzare il nostro pubblico.

Saverio Teruzzi: Quando vuoi Stefania, sono a disposizione. Grazie a voi.

Stefania Capati: Grazie per averci seguito. Ricordate, il futuro della nostra salute passa dal nostro piatto. A presto.

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