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Silvio Palermo e il “Made in Jail”

Silvio Palermo quando è uscito dal carcere, ha fondato "Made in Jail"

Silvio Palermo è un ex detenuto che, dopo aver scontato la sua pena, ha deciso di dedicarsi ad aiutare altri carcerati a reinserirsi nella società.

Silvio Palermo quando è uscito dal carcere, ha fondato "Made in Jail"

Durante la sua detenzione nel carcere di Rebibbia, negli anni ’80, ha iniziato a pensare a come rilanciare la propria vita lavorativa una volta scontata la pena .

Uscito dal carcere, Silvio Palermo ha avuto un grosso aiuto da un Direttore che lo aveva conosciuto durante la detenzione. Ai nostri microfoni ha raccontato che in Italia i condannati spesso hanno l’interdizione dai pubblici uffici e questo vuol dire che non possono entrare fisicamente e quindi non possono chiedere documenti.

“I detenuti rimangono tali anche una volta scontata la pena, cosa che negli altri Stai europei invece è superato.” ci ha sorpreso questa dichiarazione, così come ci ha sorpreso la serenità con la quale Silvio Palermo racconta i suoi trascorsi nella lotta armata degli anni 70.

In questa intervista telefonica non è stato tagliato nulla perché abbiamo voluto che la storia di vita di un ex detenuto venga raccontata con semplicità e con tanta umanità.

Silvio Palermo quando è uscito dal carcere, ha fondato “Made in Jail”, un’associazione che da oltre 35 anni lavora dentro e fuori le prigioni italiane.

Lo scopo sociale è quello di aiutare i detenuti a costruire un futuro migliore, insegnando loro arti come la serigrafia, la pittura e la scultura. “Made in Jail” organizza corsi in diversi istituti, tra cui il carcere minorile di  Roma e altri in Sardegna e Liguria.

Uno dei progetti più importanti dell’associazione è un laboratorio artistico all’interno del carcere di Rebibbia, attivo da 16 anni. Qui i detenuti possono imparare a creare opere d’arte con diverse tecniche, utilizzando anche materiali di recupero. L’obiettivo è dare loro nuove competenze per trovare un lavoro e reintegrarsi nella società una volta usciti di prigione. Infatti alcuni ex detenuti che hanno seguito questi corsi, quando hanno finito di scontare la propria pena, hanno aperto un loro laboratorio.

Nonostante il grande impegno, Silvio Palermo lamenta la mancanza di sostegno da parte delle istituzioni. Ha spiegato che, nonostante le tante richieste di aiuto, l’associazione riceve poco supporto, rendendo più difficile il suo lavoro.

In conclusione, la storia di Silvio Palermo e “Made in Jail” dimostra che l’arte può essere un mezzo efficace per cambiare vita. Attraverso la creatività e il lavoro, i detenuti possono avere una seconda possibilità e tornare a far parte della società.

Per chi volesse sostenere l’associazione made in jail acquistando i loro prodotti, questo è il link

https://www.madeinjail.org/prodotto/nessuno-mi-ama-come-mi-amo-io/

 

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