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Sono Nino Taranto… e non sono morto

Sono Nino Taranto... e non sono morto

Nino Taranto e la sua comicità al Teatro Comunale di Vejano

La stagione del Teatro Comunale di Vejano prosegue all’insegna della comicità e ci porta il domenica 20 ottobre alle ore 17:30 con Nino Taranto in “La mia donna è differente” accompagnato dal Maestro Andrea Cantoni alle tastiere.

 

Sono Nino Taranto... e non sono morto

“Sono Nino Taranto… e non sono morto”.

Nino Taranto si presenta così al suo pubblico per scindersi dalla grande immagine del celebre comico napoletano.

Calca per la prima volta le tavole del Teatro Comunale di Vejano con lo spettacolo autobiografico sui suoi trenta anni di carriera “La mia donna è differente”.

Con una visione da sociologo delle mode e dei tempi che corrono, tra tic e manie, ma anche un disgelo delle incomprensioni tra i sessi e l’invito a vedere il muro che a volte ci separa con lo sguardo dell’ironia uno spettacolo che non spacca il pubblico ma lo unisce sotto lo stesso tetto per ridere di tutto, anche di noi stessi.

Una sollecitazione a farci più leggeri, più felici, più reciprocamente tolleranti, rispettosi anche e infinitamente amabili.
Insomma per concludere,  Taranto è l’artista che fa ridere anche le stelle.
Per informazioni e prenotazioni: 333 85 37 695 [email protected] www.teatrovejano.it

 

Antonio Eduardo Taranto, detto “Nino”, nacque nel 1907, a Forcella, nel cuore di Napoli, figlio di un sarto, Raimondo (1880-1953), e di sua moglie, Maria Salomone (1890-1982). Aveva un fratello minore di nome Carlo, che seguendo il suo esempio diventò anche lui attore. Esordì tredicenne al Teatro Centrale di Napoli, interpretando quelle che sarebbero diventate le sue specialità: la “canzone in giacca” drammatica e quella da “dicitore” in abito da sera, rivelando le straordinarie doti di caratterista che l’avrebbero reso, per oltre mezzo secolo, uno degli interpreti più amati dal pubblico italiano. Nel 1927 entrò nella compagnia di sceneggiate CafieroFumo e nel 1928 si avvicinò con successo alla sceneggiatura; invitato in tournée negli Stati Uniti, ne tornò con “una pianola a nastro e mille dollari” impiegati per finanziare la sua prima compagnia di varietà, che durò solo quindici giorni e finì nel disastro totale.

 

 

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