Stefania Capati: benvenuti e benvenute a una nuova puntata dello Speciale del TG degli Eventi. Oggi abbiamo con noi un ospite davvero speciale: Carlo Cozzi, produttore televisivo e divulgatore della cultura pop degli anni Ottanta. Benvenuto Carlo!
Carlo Cozzi: grazie Stefania, benvenuta a te e un saluto a tutti i lettori e ascoltatori.
Stefania Capati: Carlo, tu con questi anni Ottanta mi hai davvero conquistata: sei il creatore del progetto Retro 80, direttore artistico dell’omonimo festival, ma soprattutto hai fondato e dirigi il Museo degli Anni Ottanta a Viterbo. Ci racconti intanto com’è nata questa idea e con chi l’hai sviluppata?
Carlo Cozzi: l’idea nasce dalla mia collezione personale di oggettistica e cimeli dedicati alla decade pop per eccellenza: gli anni Ottanta. Ho iniziato a collezionare nel 1997, a soli 19 anni.
Perché proprio nel ’97? Quella data ha coinciso con la fine di Anima Mia, un celebre programma di Rai 2 condotto da Fabio Fazio e Claudio Baglioni in cui si celebrava il decennio precedente, gli anni Settanta. Essendo nato nel 1978, gli anni ’70 li avevo vissuti pochissimo; quindi, ispirato da quel revival, decisi di applicare lo stesso spirito alla decade della mia infanzia, cioè gli anni Ottanta.
Ho iniziato prima recuperando gli oggetti della mia infanzia e poi allargando la ricerca: nei mercatini di antiquariato locali, sulle prime piattaforme di e-commerce, quando la rete si stava sviluppando proprio nei primi anni Duemila, e nelle fiere di settore. Nel tempo si è creato un accumulo straordinario: basti pensare che quello che si trova esposto nel museo è solo una minima parte, circa un ventesimo di tutta la collezione che ho a casa!
Stefania Capati: ma come è nata l’idea di trasformare questa enorme collezione in un museo vero e proprio?
Carlo Cozzi: il progetto del museo ha iniziato a prendere forma nel 2010, quando conducevo un programma televisivo per La7 in giro per l’Italia. A Senigallia mi imbattei nell’organizzazione del
Summer Jamboree, il celebre festival sugli anni Cinquanta ideato da Angelo Di Liberto.
Rimasi colpito dal loro piccolo museo ricavato all’interno di un’ex barberia e da lì mi balenò l’idea di realizzare una struttura simile, ma interamente dedicata agli anni Ottanta.
La svolta decisiva è arrivata nel 2019, quando ho incontrato Mirko D’Eligio, che è diventato il mio socio in
Retrottanta. Abbiamo ideato
Retrottanta come un vero e proprio hub culturale: un contenitore a 360 gradi dove si parla di anni Ottanta in tutte le sue sfaccettature.
Stefania Capati: so che con Retro 80 vi occupate di tantissime iniziative, tra cui anche la pubblicazione di libri.
Carlo Cozzi: esattamente. Dal 2019 abbiamo inaugurato il progetto con diverse attività. Per prima cosa abbiamo curato una bellissima mostra itinerante, allestita a Bagnoregio e a Vitorchiano, intitolata Easy Pop Collection.
La mostra proponeva le opere di un artista pugliese da anni trapiantato ad Ostia, il cui stile fonde l’arte classica e neoclassica con i personaggi dei cartoni animati giapponesi degli anni ’70 e ’80. Tra le opere più suggestive c’era la Pietà di Michelangelo rivisitata con il nonno di Heidi al posto della Madonna e l’Incantevole Creamy al posto di Cristo — una trovata ironica ed efficace — o la Venere di Milo trasformata nella Venus del Grande Mazinga. È stata una mostra durata tre mesi che ha riscosso un successo straordinario.
Sempre nel 2019 abbiamo organizzato la prima edizione del Back to the 80s Festival in Piazza del Sacrario a Viterbo, riunendo le cover band dei gruppi storici che si esibirono al celebre Live Aid del 13 luglio 1985 tra Londra e Philadelphia.
Inoltre, abbiamo pubblicato il libro Gli anni Ottanta riassunti (le cui tavole di grande formato sono esposte all’interno del museo), che sintetizza anno per anno i principali eventi culturali, politici, musicali e di costume della decade. Nel 2023 è seguito il volume Back to the Endless Dreams, scritto da Mirko D’Elicio con l’aiuto dell’amico Giorgio Guarneri, dedicato proprio al fenomeno del Live Aid.
Stefania Capati: e com’è stato realizzato lo spazio fisico del Museo degli Anni Ottanta a Viterbo?
Carlo Cozzi: la realizzazione del museo, che si trova in
via Roma 2 a Viterbo, è stata possibile grazie al fondamentale contributo di Giulio Della Rocca e della sua associazione
Tuscia In Fiore, che si occupa di valorizzare le eccellenze del territorio della Tuscia.
Grazie a lui abbiamo rilevato i locali della storica edicola di via Roma, chiusa nel 2019. All’interno abbiamo allestito non solo una selezione della mia collezione, ma anche i flipper, i cabinati arcade e i jukebox di Nicola Stabile.
Nicola è un collezionista viterbese D.O.C. che per 40 anni si è occupato di noleggio e assistenza per le macchine da intrattenimento. Quando alla fine degli anni ’90 queste apparecchiature sono state ritirate dal commercio, lui le ha recuperate e restaurate a nuovo. Alcuni dei suoi pezzi storici sono oggi perfettamente funzionanti all’interno del museo, che vi invito assolutamente a visitare perché è una vera gemma.
Stefania Capati: Carlo, purtroppo abbiamo solo pochi secondi prima di chiudere, ma so che stai per uscire con un nuovo libro. Di cosa si tratta?
Carlo Cozzi: sì, ho scritto un saggio intitolato La decade Pop: dall’avvento della televisione commerciale al duopolio Rai-Fininvest (1978-1994).
Ho scelto queste due date per due motivi ben precisi:
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4 aprile 1978: va in onda la prima puntata di Goldrake, considerata dagli storici il vero spartiacque tra la paleotelevisione e la neotelevisione italiana.
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Gennaio 1994: Silvio Berlusconi annuncia la sua “discesa in campo” in politica, chiudendo di fatto la sua storica parentesi di 16 anni come imprenditore televisivo alla guida di Fininvest.
Stefania Capati: ci sono già delle presentazioni in calendario per il libro?
Carlo Cozzi: il volume dovrebbe uscire come strenna natalizia, quindi a breve sarà disponibile in tutte le librerie e sulle piattaforme online. Mi farebbe molto piacere organizzare una delle prime presentazioni ufficiali presso l’Università della Tuscia.
Stefania Capati: sarebbe fantastico, cercheremo di organizzare anche questo appuntamento! Carlo, siamo davvero fuori tempo massimo, ma è stata un’intervista meravigliosa. Ti strappo una promessa: tornerai ai nostri microfoni per raccontarci altre curiosità?
Carlo Cozzi: quando vuoi, sono sempre disponibile per venire a parlare dei nostri bellissimi anni Ottanta!
Stefania Capati: ti aspettiamo! Grazie mille Carlo e un saluto a tutti i nostri ascoltatori.
Carlo Cozzi: a presto, grazie a te Stefania e un saluto a tutti!