Dal 23 gennaio al 9 febbraio 2025, il Teatro Golden sarà il palcoscenico di Time Lock, il nuovo attesissimo spettacolo scritto da Fabrizio Colica e Jacopo Sonnino. La regia è curata dallo stesso Colica, che torna sulle scene dopo il successo di Arancione, affiancato da Augusto Fornari, Paola Michelini, Giuseppe Ragone e Riccardo Sinibaldi. Lo spettacolo è prodotto da Lea Production.
Ospite della rubrica Lo Speciale del TG degli Eventi, Colica ha raccontato com’è nata l’idea dello spettacolo e ha rivelato qualche dettaglio sulla trama. Lo spettacolo, ironico e attuale, è ambientato nel pieno di un acceso dibattito politico televisivo, moderato dal celebre conduttore Massimo D’Ambrogi, a pochi giorni dalle elezioni. Due candidati agli antipodi, l’onorevole Orsini, tradizionalista e aggressivo, e l’onorevole Malmusi, cinico e disilluso, si sfidano davanti alle telecamere, ma è dietro le quinte che si celano i veri colpi di scena.
La platea teatrale verrà coinvolta nello spettacolo diventando quella di uno studio televisivo, interagendo direttamente con gli attori. Un momento di grande intrattenimento che, oltre a coinvolgere e divertire, vuole anche far riflettere.
Com’è nata l’idea di scrivere Time Lock?
Fabrizio: “L’idea nasce da un pensiero politico che condivido con Jacopo. La nostra collaborazione è iniziata l’anno scorso, quando entrambi lavoravamo alla trasmissione di Serena Bortone. È stata un’esperienza bellissima: lì ci siamo ritrovati spesso a parlare di politica e satira. Da quei dialoghi è nata l’idea di ambientare uno spettacolo interamente in uno studio televisivo. Ho proposto a Jacopo di scriverlo insieme e ci siamo subito divertiti nella fase di creazione. Adesso ci stiamo divertendo ancora di più mentre lo portiamo in scena. Il pubblico teatrale avrà l’impressione di essere un pubblico televisivo e sarà coinvolto attivamente durante la serata”.
In un momento così delicato, come avete affrontato il tema della satira politica?
“È stato complicato, perché la politica di oggi sembra una parodia di sé stessa. I politici si comportano come personaggi televisivi, più comici che responsabili. Questo rende difficile fare satira: ormai i comici imitano sempre meno i politici o li criticano pungentemente, perché la realtà supera spesso la fantasia. Nel nostro spettacolo abbiamo cercato di rendere tutto comico ma realistico. Paradossalmente, i nostri personaggi saranno più credibili dei politici reali.” Ha spiegato Fabrizio invitando tutti gli ascoltatori a vedere lo spettacolo.






