Bonaventura da Bagnoregio e Tommaso d’Aquino
convegno storico al Cenacolo San Marco sabato 12 ottobre
nel 750° anniversario della morte
Il 7 marzo 1274 moriva il domenicano Tommaso d’Aquino; quattro mesi dopo lo raggiungeva il francescano Bonaventura da Bagnoregio.
A 750 anni dalla morte, l’Istess dedica ai due grandi filosofi e teologi un convegno storico in programma al Cenacolo San Marco di Terni sabato 12 ottobre dalle 9.30 alle 18.30.
Entrambi i filosofi furono chiamati da papa Gregorio X per impegnarsi nella preparazione e nello svolgimento del Concilio di Lione. Ma Tommaso d’Aquino, ammalatosi durante il viaggio, morì nell’Abbazia Cistercense di Fossanova. Bonaventura, invece, visse tutta la durata del Concilio e si profuse con tutte le sue forze sia nella predisposizione dei lavori delle Commissioni conciliari sia nelle attività di intermediazione con la Chiesa greca. Si può dire che egli fu l’anima del Concilio, e ciò mentre continuava a scrivere le sue opere teologiche e filosofiche e ad insegnare.
Il convegno, introdotto dal vescovo di Terni Francesco Soddu e dal direttore dell’Istess Arnaldo Casali, sarà moderato da Stefania Parisi, presidente della commissione cultura della Diocesi di Terni e da Marco Bartoli, referente di Istess Storia, e vedrà come relatori Lilia Sebastiani, responsabile di Istess Teologia, Mauro Letterio, presidente del Centro Studi Bonaventuriani di Bagnoregio, Lorenzo Spezia (socio fondatore della Società Internazionale san Tommaso d’Aquino), Pietro Messa dell’Università Antonianum e Luigi Russo dell’Università Europea di Roma.
L’intero convegno può essere seguito su youtube
https://www.youtube.com/watch?v=Ube4JwkpKyI&ab_channel=ISTESSMEDIA
Info

Tommaso d’Aquino
rielabora in un’ottica cristiana la filosofia aristotelica. Il suo sistema filosofico si basa sul presupposto che ragione e fede siano conciliabili. La ragione non è sufficiente per raggiungere Dio, ma ha bisogno della fede per elevarsi fino a Lui.
Bonaventura da Bagnoregio
Il suo obiettivo principale fu quello di conservare l’unità dei Frati Minori, prendendo posizione sia contro la corrente spirituale (influenzata dalle idee di Gioacchino da Fiore e incline ad accentuare la povertà del francescanesimo primitivo), sia contro le tendenze mondane insorte in seno all’Ordine.






