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Truffe agli anziani: i raggiri più diffusi e come difendersi

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Truffe agli anziani: i raggiri più diffusi e come difendersi

Le truffe agli anziani rappresentano un reato particolarmente odioso e insidioso, che sfrutta la solitudine, la buona fede e, talvolta, una minore capacità di verifica da parte delle vittime. I malintenzionati utilizzano tecniche di manipolazione psicologica sempre più sofisticate, spesso agendo in gruppo e colpendo con rapidità.

Le truffe più diffuse

Le tipologie di truffe che colpiscono maggiormente gli anziani sono numerose e in continua evoluzione.

Truffa del finto parente o dell’incidente:
Una delle più frequenti. Il truffatore telefona spacciandosi per un familiare (figlio o nipote) in difficoltà — ad esempio per un incidente o un arresto — e chiede urgentemente denaro per risolvere la situazione. Spesso un complice si presenta a casa come “avvocato” o “carabiniere” per ritirare contanti o gioielli. In alcuni casi, grazie all’uso dell’intelligenza artificiale, i truffatori riescono a clonare la voce del familiare per rendere il raggiro ancora più credibile.

Truffa del finto tecnico o dipendente:
I malviventi si presentano alla porta fingendosi tecnici del gas, dell’acqua, dell’elettricità o funzionari dell’INPS. Con la scusa di un guasto improvviso, di controlli urgenti o del rischio di fughe di gas o acqua, chiedono di entrare in casa. Una volta dentro, distraggono la vittima per sottrarre denaro o oggetti di valore.

Truffa del “pacco” o della consegna:
La vittima riceve una telefonata che annuncia l’arrivo di un pacco, spesso attribuito a un familiare. Per ritirarlo, viene richiesto un pagamento immediato o il saldo di una presunta somma in sospeso.

Truffe telefoniche e informatiche (phishing):
I truffatori si fingono operatori bancari, postali o di enti pubblici, come l’INPS. Con la scusa di aggiornamenti, rimborsi o presunte attività sospette sul conto, chiedono codici, PIN o credenziali di accesso.

Ne parliamo con la polizia di stato

Per sensibilizzare i cittadini e fornire strumenti utili alla prevenzione, le Forze dell’Ordine organizzano regolarmente incontri informativi. Tra questi, l’attività del Commissario Capo Filippo Girella Segretario Regionale del Sindacato di Polizia, già dirigente del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Orvieto, che ha partecipato a incontri sul territorio per illustrare le varie tipologie di truffe — da quelle online a quelle telefoniche — spiegando nel dettaglio il modus operandi dei truffatori.

I consigli fondamentali per la prevenzione

Le forze di polizia, tra cui il Commissario Capo Filippo Girella Segretario Regionale del Sindacato di Polizia e i suoi colleghi, sottolineano l’importanza di seguire alcune semplici ma fondamentali regole di comportamento:

Non aprire la porta a sconosciuti:
Non fate entrare nessuno che non avete chiamato personalmente, anche se si presenta come tecnico o dipendente di enti pubblici. I veri tecnici non chiedono mai denaro a domicilio.

Verificare sempre:
In caso di telefonate sospette — come un parente in difficoltà o un presunto operatore che chiede codici — riagganciate e richiamate direttamente il numero ufficiale o il familiare interessato.

Mai fornire dati sensibili:
Banche, enti pubblici e forze dell’ordine non chiedono codici personali, PIN o dati bancari al telefono o via email.

Non avere vergogna:
Se si cade vittima di un raggiro, è fondamentale non sentirsi in imbarazzo. I truffatori sono esperti nella manipolazione. La priorità è denunciare subito l’accaduto alla Polizia di Stato o ai Carabinieri (112 o 113).

Per approfondire i consigli della Polizia di Stato sulla prevenzione, è disponibile il video “La prevenzione delle truffe agli anziani”, che tratta proprio l’importanza di difendersi da questi raggiri.

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