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Uiara, la sirena, e le sue sorelle dal Brasile

Uiara, la sirena, e le sue sorelle dal Brasile

GrandiDonne serate online sul femminile e i fenomeni economici e socio-culturali

Uiara, la sirena, e le sue sorelle dal Brasile, Primo dicembre 2021 sul social Clubhouse 

Organizzato da ‘donna, immagine città’ – info@immaginecitta.orgwww.immaginecitta.org 

Serata dedicata alle scrittrici e scienziate brasiliane inquadrandole anche nel contesto storico partendo da alcune leggende.

Uiara, la sirena, e le sue sorelle dal Brasile

Uiara, Iara o Yara la sirena. Secondo la leggenda amazzonica è la signora delle acque, bellissima e giovane, a volte è descritta con i capelli verdi, la pelle marrone chiaro o ramata, gli occhi marroni e con una coda da pesce. Canta e col suo canto ammalia gli uomini e li trascina nelle profondità delle acque.

Ma perché? Narra la leggenda che Uiara fosse una giovane bellissima ma anche intelligente e abile nell’arte della guerra, più dei suoi stessi fratelli. Era però la sua una tribù patriarcale e i fratelli rosi dall’invidia e accecati dall’odio tentarono di ucciderla, ma lei era più abile di loro e nel difendersi li uccise. Benché si fosse solo difesa, il padre decise comunque che fosse punita con la morte e venne annegata. Ma non morì, bensì si trasformò in una sirena ammaliatrice e portatrice di morte e pazzia per gli uomini.

Uiara viene ammazzata da una società che non le perdona che lei sia più brava degli uomini. 

 

Maria Odilia Teixeira nasce nel 1884 a São Félix nello stato di Bahia in Brasile.

Nasce da una donna nera, Josephina Palma, figlia di una schiava liberata e di famiglia povera e di un medico bianco, José Teixeira, a sua volta nipote di un medico e di famiglia non ricca ma molto rispettata.

I due non erano sposati, è probabile che in questo scenario, un matrimonio tra una donna nera, per giunta povera e con la madre schiava liberata, con un medico bianco sarebbe stato scandaloso, tanto da portare alla fine della carriera di Jose.

È questo un periodo di teorie assurde che vedono i neri come portatori di tare genetiche nelle famiglie interetniche, addirittura più soggetti ad alcuni tipi di malattie, naturalmente sempre quelle più discriminatorie, e proprio in quegli anni opera il fondatore della disciplina psichiatrica in Brasile: Juliano Moreira che consacrerà tutta la sua carriera alla modernizzazione delle teorie psichiatriche andando contro le allora imperanti teorie razziali. Lui stesso era frutto di un’unione interetnica e per giunta riuscì a superare anche le discriminazioni di classe, in quanto di famiglia decisamente povera.

Considerate che nel 1904, lo stesso anno dell’ammissione di Maria Odília a medicina, venne discussa a Bahia una tesi sulla tubercolosi dove il medico Gama considerava 3 fattori preponderanti per lo sviluppo della malattia: umidità atmosferica, condizioni abitative ed etnia. In perfetta linea col razzismo scientifico imperante. Nonostante la denuncia contenuta nella tesi sull’importanza dell’abitazione malsana l’autore comunque puntò l’indice sui criteri razziali.

 

E così in un clima non proprio favorevole a donne e neri nel 1904 Maria Odilia entra a medicina accompagnata dal padre. L’unica donna del suo corso.

Sarà in seguito sempre accompagnata dal fratello che era iscritto alla stessa Università già da due anni.

Riuscirà a superare tutti gli esami e sarà la prima ad optare per una tesi piuttosto trasgressiva per una donna, infatti non sarà sulla ginecologia o pediatria, ma su “Alcune considerazioni sulla curabilità e il trattamento della cirrosi alcolica”. 

L’alcolismo in quel periodo era già stato discusso a lungo da altri medici, con un approccio ricorrente alle teorie razziste: “I bevitori sono degenerati, cioè la causa del bere eccessivo nella maggior parte delle persone è la degenerazione ereditaria”.

Lei non discusse gli aspetti sociali della malattia, né fattori genetici e razziali. A differenza di molti contemporanei, Odília mostrò alla commissione esaminatrice che il suo studio era attento alle più moderne e pioneristiche forme di cura della cirrosi alcolica, e aveva piena fiducia nei progressi della scienza.

1909 Maria Odilia consegue la laurea, iniziando la sua pratica medica. In seguito verrà chiamata ad insegnare ostetricia. Diventerà la prima professoressa nera alla Facoltà di Medicina di Bahia.

Nel 1917 però il padre si ammalerà e lei seguirà la famiglia a Irará con la speranza di un miglioramento della salute del patriarca.

Fu in quel periodo che conobbe il suo futuro marito, Eusínio Lavigne, un avvocato bianco figlio di coltivatori di cacao.

All’inizio, a detta degli stessi discendenti, la famiglia Lavigne non prese molto bene la notizia, ma sembra che in seguito Maria Odilia e la suocera divennero buone amiche, o almeno così dicono i nipoti.

Rinunciò alla carriera ma aiuto molto quella del marito, che divenne anche sindaco.

Morirà nel 1970.

 

Di queste figure e di scrittrici brasiliane ne abbiamo parlato con:

  • Maria Carolina Casati, professoressa, ricercatrice e scrittrice brasiliana. Ideatrice di @encruzilinhas: lettura e discussione di testi su razzismo, genere, femminismo e militanza.

Luogo: online sulla app gratuita vocale Clubhouse.

Data: primo dicembre 2021

Come collegarsi per ascoltare GrandiDonne che per il ciclo 2024/2025 si tiene il martedì sera:

  • scaricare sul cellulare la app gratuita Clubhouse e crearsi un account
  • cercare e collegarsi alla house GrandiDonne e/o all’account @soniarm
  • il martedì alle 21:00 entrare in Clubhouse e cercare la room aperta dalla house GrandiDonne.

 

‘donna immagine città’ e le serate GrandiDonne sono organizzate e moderate da:

  • Sonia R. Marino, architetta, ergonoma, fondatrice di ‘donna immagine città’.

‘donna immagine città’, per la promozione della parità e il contrasto agli stereotipi, è stata fondata da Sonia R. Marino ed è composta da:

  • Integronomia, ricerca e formazione in ergonomia / ingegneria dei fattori umani e sostenibilità;
  • ⁠I.N.B.B. Istituto Nazionale Biosistemi e Biostrutture, Consorzio Interuniversitario;
  • ErgolabUnitus presso Agraria dell’Università degli Studi della Tuscia.


Per aggiornamenti sul programma andare sul sito: www.immaginecitta.org  

 

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