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Tratto da Il Portogallo dice basta alla violenza ostetrica: ecco cosa prevede la nuova legge
Da Vanityfair
Del 7 aprile 2025 di Monica Coviello
Dal primo aprile, il Portogallo ha una legge contro la violenza ostetrica.

Nella legge, la violenza ostetrica è definita come «qualsiasi atto o omissione da parte di un professionista sanitario che, nel contesto della salute sessuale e riproduttiva, provochi danni fisici o psicologici, limiti l’autonomia decisionale o implichi trattamenti disumanizzanti o degradanti». Si parla anche di atteggiamenti verbali, pratiche mediche eseguite senza consenso esplicito, mancata informazione o uso eccessivo di interventi senza motivazione clinica.
Una delle novità è l’obbligo, per tutte le strutture sanitarie pubbliche e private che assistono la nascita, di affiggere cartelli informativi visibili con l’elenco dei diritti delle partorienti e le modalità per segnalare eventuali abusi. Le pazienti hanno inoltre il diritto a essere accompagnate da una persona di fiducia durante tutte le fasi dell’assistenza, compresi esami invasivi o situazioni di emergenza, salvo rischi clinici documentati.
Ogni struttura sarà tenuta a rispettare il piano di nascita redatto dalla gestante: un documento in cui la persona indica le sue preferenze su analgesia, parto, contatto pelle a pelle, allattamento e altro. Le scelte potranno essere modificate in qualsiasi momento, ma mai ignorate senza motivazioni cliniche registrate.
Un punto centrale è il diritto della persona gestante a scegliere liberamente se e come allattare. L’allattamento al seno viene riconosciuto come raccomandato per la salute del neonato, ma non può mai essere imposto. Il testo di legge sottolinea che la promozione dell’allattamento non deve tradursi in pressione psicologica né in giudizi morali verso chi opta per alternative come il latte artificiale. Rientra infatti nella definizione di violenza ostetrica anche l’«allattamento forzato», senza tenere conto dello stato fisico, psicologico o delle scelte informate della madre.
Gli ospedali che violano queste indicazioni potranno essere sanzionati economicamente. Per i professionisti coinvolti, sono previsti procedimenti disciplinari.
L’Ordine dei Medici, però, si oppone a questa nuova norma: il presidente ha definito la legge «mal concepita», sostenendo che il rischio è quello di creare un clima di sospetto e tensione tra pazienti e operatori.
In ogni caso, per la prima volta, un ordinamento europeo riconosce in modo esplicito la possibilità che anche un atto medico possa trasformarsi in una violazione dei diritti della paziente, se non accompagnato da rispetto, ascolto e consenso.
Andando oltre questo articolo, un rapporto del 2014 della Commissione europea ha dimostrato che atti e comportamenti abusivi e non rispettosi nei confronti delle partorienti sono presenti nei sistemi sanitari di tutto il mondo, Europa compresa.
https://www.ingenere.it/articoli/violenza-ostetrica-non-normale
Il termine di oggi tratto dal Glossario della Parità di Oxfam Italia è:
Violenza di genere: “Violenza diretta contro una persona a causa del genere, dell’identità di genere o dell’espressione di genere di quella persona o che colpisce in modo sproporzionato le persone di un determinato sesso. Può provocare danni fisici, sessuali, emotivi o psicologici alla vittima o causarle perdite economiche.
Gli esempi includono la violenza sessuale; la violenza domestica; tratta di esseri umani; matrimonio forzato e/ precoce; pratiche dannose come la mutilazione genitale femminile; delitti d’onore; e eredità vedova.” E aggiungo la violenza ostetrica.
https://www.oxfamedu.it/wp-content/uploads/2021/08/GAPS_Glossario.pdf
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