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Women Business Prize, in Afghanistan il premio all’imprenditoria femminile

Women Business Prize, in Afghanistan

AFGHANISTAN: IL WOMEN BUSINESS PRIZE 2025 ROMPE IL SILENZIO, NASCE UN PREMIO PER L’IMPRENDITORIA FEMMINILE

In un Paese dove l’essere donna significa ancora affrontare quotidianamente discriminazioni, esclusioni e divieti, 

lanciare un premio per l’imprenditoria femminile è un atto dirompente.

È quanto accaduto in Afghanistan con la prima edizione del Women Business Prize, promosso da NOVE Caring Humans e approvato dal Ministero del Commercio e dell’Industria dell’Emirato Islamico. Un riconoscimento che non è solo simbolico, ma rappresenta un vero e proprio gesto politico, un grido di coraggio nel silenzio imposto.

Un premio per il futuro delle donne afghane

Il Women Business Prize Afghanistan 2025 nasce per valorizzare il talento imprenditoriale femminile in uno dei contesti più difficili del mondo.

Le centinaia di candidature ricevute da ogni provincia del Paese, incluse le aree più remote, dimostrano una verità potente: le donne afghane non si arrendono.

Tre vincitrici sono state selezionate per la loro visione, resilienza e impatto economico e sociale:

  • Nilab Hakimi (Kabul): imprenditrice attiva in settori dominati dagli uomini come logistica, costruzioni e forniture industriali. Ha creato anche una linea tessile per l’export che impiega donne escluse dal mercato del lavoro.

  • Nasrin Mawlany (Mazar-e-Sharif): fondatrice di Alara, un progetto che produce assorbenti riutilizzabili in tessuto anallergico, offrendo una soluzione concreta e sostenibile a un problema tanto sanitario quanto culturale.

  • Marziyeh Arefi (Daikundi): ex funzionaria pubblica e fondatrice della Camera di Commercio Femminile locale. Con ShahdinNili, ha lanciato una fabbrica di conserve naturali, trasformando frutti locali altrimenti sprecati in prodotti commerciali, con una filiera interamente al femminile.

Un supporto concreto per crescere

Le tre imprenditrici riceveranno un contributo economico per sviluppare le proprie attività e saranno affiancate da un programma di mentoring personalizzato della durata di tre mesi, volto a rafforzare competenze e strategie di crescita sostenibile.

A valutare i progetti è stata una giuria internazionale d’eccellenza, composta da figure di spicco del mondo imprenditoriale, istituzionale e sociale:

  • Ilaria Maggiorotti (RFI – Gruppo FS Italiane)

  • Helene Martin Gee (Savvitas UK)

  • Lara Ponti (CEO Ponti S.p.A., Confindustria)

  • Teresa Masciopinto (Fondazione Finanza Etica)

  • Francesca Vecchioni (Fondazione Diversity)

  • Beatrice Lucarella (CCIAA Brindisi-Taranto)

  • Cristina Di Silvio (ONU, GOEDFA)

  • Antonella Mariani (Avvenire)

  • Ilaha Eli Omar (Uplift Afghanistan Fund)

Il premio è intitolato al Gruppo FS Italiane, per il costante supporto a NOVE e il forte impegno verso l’uguaglianza di genere e la lotta alla discriminazione.

Premio speciale: la tecnologia nelle mani delle donne

La Fondazione Avvenire ha conferito un premio speciale fuori concorso ad Afsaneh Arsin, fondatrice del centro tecnologico femminile ArmisTech. Il suo spin-off per la produzione locale di cavi USB rappresenta una scelta coraggiosa e strategica per colmare il divario tecnologico in un settore quasi inaccessibile alle donne.

«Con l’assegnazione del Premio Fondazione Avvenire 2025 ad Afsaneh Arsin – ha dichiarato Alessandro Belloli, Direttore Generale della Fondazione – riconosciamo il valore di un modello imprenditoriale che guida il cambiamento e promuove un futuro più inclusivo e resiliente per le donne afghane.»

Un inizio che vuole diventare tradizione

Il Women Business Prize non è un punto d’arrivo, ma l’inizio di una nuova era.

Come afferma Susanna Fioretti, co-fondatrice di NOVE:

«Il nostro obiettivo è far crescere questo premio e renderlo un appuntamento annuale. Sostenere un’imprenditrice afghana oggi significa cambiare il destino di intere comunità domani. Nessuno si salva da solo, ma insieme possiamo fare la differenza.»

 

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