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100 Anni dalla nascita di Pier Paolo Pasolini: in ricordo del grande regista

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Pier Paolo Pasolini regista

Pier Paolo Pasolini fu uno dei primi intellettuali in assoluto a dedicarsi all’arte del cinema. Con venti lungometraggi compiuti, più altri episodi girati per film collettivi, Pasolini è considerato uno dei più grandi registi degli anni Sessanta e in assoluto nella storia del cinema italiano e mondiale.

L’esordio e i primi film

Irriverente e dissacrante, Pier Paolo Pasolini si avvicina all’arte cinematografica anche grazie all’aiuto dell’amico Federico Fellini. Pasolini voleva inizialmente sperimentare alcune teorie estetiche, ma finisce per appassionarsi al cinema come forma espressiva, che gli consentiva di raggiungere masse più larghe e che lo accompagnerà per il resto della sua vita.

I temi dei suoi film, come quelli dei suoi libri, riguardano inizialmente la società e le problematiche giovanili del sub-proletariato urbano. Il film di esordio, Accattone (1961), rientra proprio in questa tendenza. Pier Paolo Pasolini trova il suo protagonista proprio in una di quelle borgate romane che tano lo affascinano. È Franco Citti, un ragazzo sconosciuto che presto diventerà il volto feticcio dei film di Pasolini. Sociale è anche il tema del secondo film è Mamma Roma (1962), celebre per la stupefacente interpretazione di Anna Magnani nel ruolo di una vecchia prostituta.

Cinema epico e poetico di Pier Paolo Pasolini

Più avanti, Pier Paolo Pasolini tenterà di costruire attraverso il cinema una vera e propria narrativa epica moderna. Non è un caso se molti dei suoi film sono remake di antiche tragedie greche. È il caso di Edipo Re (1967) e di Medea (1969), interpretato dalla magnetica cantante greca Maria Callas. Lo scopo dell’intellettuale bolognese era, da una parte, arrivare a quante più persone possibili e, dall’altra, rendere il cinema un’arte alta e degna come le altre.

L’ultimo lungometraggio di Pasolini non vedrà mai il compimento e per molti anni non vedrà mai nemmeno l’uscita nelle sale. Salò o le 120 giornate di Sodoma è un film d’accusa politica e sociale molto veemente e schietto. Famose sono le scene in cui i protagonisti sono costretti a mangiare le loro stesse feci – ottenute sul set mischiando cioccolata e marmellata. Eppure, Pier Paolo Pasolini non vedrà mai il film montato. Sarà assassinato brutalmente proprio durante la lavorazione dei rushes.

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