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Intervista ad Antonello Cuomo, il sosia di Antonello Venditti tra musica, aneddoti e ricordi

Intervista ad Antonello Cuomo su Radio Tuscia Events: il sosia di Antonello Venditti tra musica, aneddoti e ricordi

In un nuovo ed esclusivo appuntamento sulle frequenze e sulle pagine di Radio Tuscia Events, la conduttrice Stefania Capati ha intervistato Antonello Cuomo, l’artista noto per la sua straordinaria somiglianza fisica e vocale con uno dei cantautori più amati della musica italiana: Antonello Venditti.

Di seguito trovate il resoconto e la trascrizione integrale dell’intervista, ricca di emozione, retroscena televisivi e momenti toccanti.

Stefania Capati: un caloroso benvenuto a tutte le persone all’ascolto di Radio Tuscia Events. Come sapete sono Stefania Capati e vi do il benvenuto a un nuovo appuntamento dell’intervista esclusiva. Oggi in collegamento telefonico abbiamo un artista capace di far battere il cuore del pubblico, perché ha un talento unico e soprattutto un’incredibile somiglianza fisica e vocale con una delle voci più amate della musica italiana. Diamo il benvenuto su radiotusciaevents.com ad Antonello Cuomo. Benvenuto!

Antonello Cuomo: ciao Stefania, grazie per avermi invitato al tuo programma. Sono felice e saluto tutti i radioascoltatori, i tuoi fan e i miei fedelissimi.

Stefania Capati: la prima domanda infatti è questa: Antonello, come è nato il tuo personaggio? Tu sei il sosia di Antonello Venditti, ma soprattutto in quale momento ti sei reso conto che avevi questa straordinaria somiglianza fisica e vocale con lui?

Antonello Cuomo: questa è una domanda che da vent’anni a questa parte mi fanno tutti e io rispondo quasi sempre alla stessa maniera, con qualche piccolo accorgimento. Di aneddoti ne ho tanti da raccontare, ma dobbiamo essere concisi. Allora, la somiglianza nasce naturalmente dal DNA: si dice che tutti abbiamo sette sosia nel mondo. Per una questione anagrafica è lui che si è ritrovato me ad essere suo sosia, perché ha qualche anno più di me. Ci siamo conosciuti in una televisione nazionale, su Rai 1 con Antonella Clerici, per un invito fatto da un capo struttura della RAI, Daniele Guerriero, che lavora ancora con Rosario Fiorello. Quella fu la prima apparizione e il primo contatto a pelle con il grande maestro. Agli ascoltatori dico sempre che per me lui rimane inimitabile; io ho avuto solo la fortuna di essere consacrato in quella trasmissione.

Stefania Capati: eppure da lì è bastata una semplice montatura Ray-Ban per completare questa trasformazione.

Antonello Cuomo: è vero, l’attaccatura dei pochi capelli che servono per essergli simile ha aiutato. Ma la cosa curiosa è che all’anagrafe ci chiamiamo entrambi Antonio e non Antonello! Io ero ignaro di questa cosa. Quando Venditti ha voluto vedere i miei documenti in quell’occasione a Il treno dei desideri per constatare se mi chiamassi Antonello o Antonio, ha visto “Antonio, nato il primo marzo” e ha esclamato: “Ma sei pure dei Pesci!”. C’è stato un primo abbraccio caloroso e da lì è nata la mia avventura artistica che non si è mai più fermata.

Stefania Capati: a proposito di somiglianze, a Viva Rai 2 con Fiorello sei stato protagonista di uno scherzo veramente esilarante. Hai cantato Notte prima degli esami e sei riuscito a trarre in inganno tutti.

Antonello Cuomo: i parenti e gli amici sì! Mi trovavo a Roma per un’altra ospitata televisiva e sono stato chiamato alle quattro e mezza del mattino dalla redazione. Era l’amico capostruttura con Rosario Fiorello che mi chiedeva di andare ad aprire la puntata cantando Notte prima degli esami. Era l’8 marzo, il giorno del compleanno di Venditti. La cosa simpatica è che Venditti stesso si è collegato sul finale della trasmissione: incredulo, Rosario ha risposto al telefono. La gente era convinta che in studio ci fosse il vero Venditti, e invece ero io! Questa è stata una delle consacrazioni più importanti della mia carriera. Tengo però a precisare che il tema Venditti va trattato con enorme rispetto: non si può scimmiottare un personaggio, altrimenti non sarei durato venticinque anni.

Stefania Capati: parliamo del brano Che fantastica storia è la vita. So che ti lega a un ricordo molto intimo e profondo legato a tuo papà. Ci vuoi raccontare cosa rappresenta per te?

Antonello Cuomo: toccare l’argomento di papà, che io e la mia famiglia abbiamo perso il 7 marzo scorso, è una ferita ancora molto aperta. Mio padre vedeva in me il suo trasmettere la musica: suonavo il pianoforte e cantavo perché me lo aveva trasmesso lui, era il mio coach. Negli ultimi anni si dimenticava qualche cosa, ma c’era una canzone in particolare, Che fantastica storia è la vita, che recita: “Mi chiamo Antonio e faccio il cantautore, e mio padre e mia madre mi volevano dottore”. Siccome io nasco come cantautore, mio padre era convinto che quella canzone l’avessi scritta io!

Stefania Capati: un ricordo davvero toccante.

Antonello Cuomo: negli ultimi sei o sette anni prima della sua scomparsa, quando interpretavo questo brano nei concerti, lo coinvolgevo e lui iniziava a cantare questa canzone con me al telefono. Poi partiva uno scroscio di applausi dal pubblico. Ci tengo a dire ai radioascoltatori che io non sono un imitatore: lo interpreto a modo mio e con profondo rispetto.

Stefania Capati: Antonello, purtroppo siamo arrivati a dodici minuti e ci dobbiamo salutare. Ti ringrazio per questa bellissima intervista e per le emozioni che ci hai trasmesso: si sente che sei una persona autentica. Spero di riaverti presto ai nostri microfoni per continuare questo racconto.

Antonello Cuomo: grazie a te Stefania, grazie a Radio Tuscia Events e grazie a tutti voi. Buona serata!

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