Le memorie di Antonio Vignaroli tra guerra, prigionia e vita contadina
In un libro i diari e le lettere di Antonio Vignaroli un longevo agricoltore di Farnese, scomparso pochi anni fa
Curato da Lucia Bessi, nipote di Antonio Vignaroli (scomparso nel 2018 all’età di cento anni), e dal giornalista Francesco Mecucci, il volume racconta la vita militare al tempo del conflitto, gli orrori e le privazioni del fronte bellico, la lunga prigionia in un luogo sorprendente: il campo di internamento di Zonderwater, in Sudafrica.
Agricoltore con la passione per la lettura e la scrittura, in età già molto avanzata Vignaroli era solito aprire un quaderno, afferrare una penna e scrivere le sue memorie, per evitare che andassero perdute. Memorie che, a pochi anni dalla sua scomparsa, la famiglia ha voluto trascrivere e raccogliere in questo libro, insieme alle toccanti e profonde lettere che Vignaroli inviava, soprattutto ad amiche e innamorate, quando era prigioniero. Parole ed emozioni di un uomo genuino che ha visto passare davanti ai suoi occhi un secolo di storia, testimone di vicende che hanno segnato indelebilmente la sua gioventù e quella di tante altre persone, rafforzando al contempo quei valori – la fede, la famiglia, l’amicizia, l’importanza di mantenere una mente attiva e presente anche nelle peggiori situazioni – a cui è rimasto fedele per la sua intera vita.






