Settant’anni di storia non sono solo un traguardo temporale, ma il racconto di una parte della popolazione che si è rimboccata le maniche, trasformando botteghe artigiane in eccellenze globali. Per la CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa), il 2026 segna un anniversario speciale: sette decenni di evoluzione costante, celebrati con uno sguardo rivolto al futuro e alla sostenibilità.
Come sottolinea il segretario territoriale Attilio Lupidi, l’associazione è nata con una missione precisa: stare accanto alle imprese, supportandole nelle sfide burocratiche e legislative e accompagnandole nelle grandi trasformazioni economiche.
«Per le aziende, lo sviluppo sostenibile non è più un’opzione, ma la nuova frontiera della competitività», afferma Attilio Lupidi,.
«Con il progetto Go Green vogliamo trasformare quello che oggi viene considerato “scarto” in una risorsa preziosa, creando una rete di imprese che faccia dell’economia circolare il proprio punto di forza».
La storia della CNA affonda le radici nel secondo dopoguerra, quando l’esigenza di ricostruire il Paese spinse gli artigiani a unirsi per far sentire la propria voce. Da quegli anni di riunioni carbonare nelle cantine, l’associazione è cresciuta fino a diventare una componente fondamentale del tessuto produttivo italiano.
Oggi celebrare 70 anni significa onorare quel “saper fare” che ha reso il Made in Italy un marchio di qualità riconosciuto nel mondo. Se il passato è fatto di tradizione, il futuro della CNA guarda con decisione alla sostenibilità: tra i pilastri delle celebrazioni del settantesimo anniversario c’è infatti il lancio di progetti innovativi legati alla transizione ecologica, a partire dall’iniziativa “Go Green”.






