Le matrone romane sono un’ideale di bellezza e di alterigia, ma c’è forse una che supera tutte le altre. Si tratta di Aurelia Cotta, la madre di Gaio Giulio Cesare. Di nobili origini, Aurelia Cotta proveniva da una famiglia di rango consolare e seppe educare il politico più famoso di tutti i tempi.
Madre e donna esemplare
Una delle leggende che aleggia attorno alla figura di Aurelia Cotta è proprio quella che riguarda la nascita di Giulio Cesare. Secondo lo storico Plinio il Vecchio, infatti, il cognomen Cesare deriverebbe proprio dal parto cesareo, ovvero dall’utero “caeso”, tagliato. Eppure, questa versione dei fatti non regge il confronto con la storia. Il parto cesareo all’epoca della nascita di Giulio Cesare veniva praticato solo sulle donne morte, quindi probabilmente l’etimologia si riferisce a un antenato del politico romano.
Sia Tacito che Plutarco descrivono Aurelia Cotta come una matrona saggia e attenta, una donna ideale e morigerata. Quello che si sa per certo è che i genitori di Giulio Cesare furono molto attenti alla sua educazione e a quella dei suoi fratelli, spesso intervenendo nelle situazioni più spinose. Ad esempio quando il dittatore Lucio Cornelio Cinna impose a Cesare di divorziare dalla figlia Cornelia e lui si rifiutò, Aurelia Cotta fece di tutto affinché non diventasse una questione politica. La situazione si risolvette nel migliore dei modi.
L’impegno per le questioni familiari
Inoltre, più avanti con gli anni Aurelia Cotta rispettò anche il suo ruolo di nonna. Alla morte di Cornelia, prese in carico la figlia Giulia e la curò come una seconda madre. Si occupò anche degli averi personali di Giulio Cesare e della gestione della casa.
Aurelia Cotta ebbe anche un ruolo da testimone nel processo contro Publio Clodio, un uomo che si era infiltrato nella casa di Cesare vestito da donna probabilmente per corteggiarne la moglie. L’uomo fu scoperto e fu allontanato immediatamente.






