Donne che fanno la storia: passeggiata/racconto “Olimpia, i Pamphilij e il papato” a San Martino Al Cimino
Di Aurora Montanaro.
Domenica 29 maggio 2022, alle ore 10:30, l’associazione culturale Il Fascino del Passato, organizza una passeggiata/racconto, parte integrante del brand Donne che fanno la storia, dal titolo “Olimpia, i Pamphilij, il Papato“, a cura dell’attore e Narratore di Comunità Marco Rossi e della mediatrice culturale Aurora Montanaro, entrambi in ambito storico.
Finalmente un filone narrativo che pone l’accento sulle donne che hanno fatto la storia nella Tuscia, da Giulia Farnese, alla Bella Galiana, a Rosa da Viterbo, a Donna Olimpia Maidalchini, quest’ultima molto ambiziosa, emancipata, avida, volitiva e potente.
Appuntamento alle 10:30 presso parcheggio Piazza Donna Olimpia, San Martino al Cimino.
Evento gratuito, semplice e della durata di circa un’ora e mezza.
Per info e prenotazioni: Marco - 3291315380 Aurora - 3519524995 ilfascinodelpassato@gmail.com Facebook: Il Fascino del Passato
Associazione socio-culturale volta alla scoperta di antichi focolari narrativi,riti e spettacoli, tradizioni popolari orali, usi e costumi di una volta; conservazione di storia e antropologia culturale.
Chi era Donna Olimpia
a “Pimpaccia”
Olimpia Maidalchini, divenuta Pamphili, per aver sposato il fratello di colui che poi divenne Papa Innocenzo X, non piacque molto ai romani, tanto da essere soprannominata “la Pimpaccia”. Infatti, ancora oggi, a Piazza Navona, la sua statua realizzata da Pasquino, è stata spesso oggetto di offese e frecciate anonime. Definita un tempo Pia e poi Empia.
La “Papessa”
Olimpia fu una donna molto eccentrica, energica, dal carattere ribelle e avidissima. Durante il seicento, la “Pimpaccia” conquistò grandi ricchezze e potere, tanto da essere considerata da tutti una “Papessa”. Dopo la morte di Papa Innocenzo X, il nuovo Papa Alessandro VII la fece esiliare. La “papessa”, caduta in disgrazia, si tirò prima a Orvieto, e, infine, nei suoi possedimenti a San Martino al Cimino, nei pressi di Viterbo, dove dopo qualche tempo mori’.






