Riforma organica del doppio cognome: quando arriverà?
Domande e risposte dal convegno della Rete per la Parità – APS
Quando arriverà una legge organica sul doppio cognome?
La domanda, al centro del convegno organizzato dalla Rete per la Parità – APS l’8 novembre a Roma nella sala Igea dell’Istituto Treccani, è rimasta senza risposta. L’incontro, durato oltre tre ore, ha restituito un clima molto diverso dall’ottimismo espresso un anno prima: oggi prevale il dubbio che la riforma possa vedere la luce entro la corrente legislatura.
Il tema riguarda l’adozione delle norme necessarie a rendere pienamente operativo il doppio cognome nell’ordine scelto dai genitori, salvo diversa decisione per il solo cognome materno o paterno. Il vuoto normativo persiste a nove anni dalla sentenza della Corte costituzionale n. 286/2016 e a oltre tre dalla n. 131/2022.
Da qui un interrogativo più ampio emerso nel dibattito: cosa si fa, cosa non si fa e cosa si potrebbe fare nel frattempo?
Ad aprire i lavori, coordinati da Rosanna Oliva de Conciliis, presidente onoraria della Rete per la Parità–APS, è stato Giuliano Amato, presidente emerito della Corte costituzionale, che ha definito il ritardo “inspiegabile e inaccettabile”.
Sui lavori della Commissione Giustizia del Senato – in corso da oltre un anno – sono intervenute la vicepresidente Ilaria Cucchi (AVS, prima firmataria di un DDL), la relatrice Alessandra Rossomando e Alessandra Maiorino (M5S), anch’essa prima firmataria di una proposta.
Nella tavola rotonda, coordinata da Raffaella Sirena, il Laboratorio LLS ha illustrato dati molto disomogenei sul territorio nell’attribuzione dei cognomi.
La costituzionalista Carla Bassu ha inquadrato il tema giuridicamente, mentre l’avvocata Antonella Anselmo intervenuta per Rete per la Parità, ha prospettato la possibilità di azioni per inadempienze amministrative. Diana De Marchi ha evidenziato l’importanza del ruolo dei Comuni.
La prof.ssa Silvia Illari dell’Università di Pavia ha illustrato lo stato dell’iter in Commissione, annunciando per il 17 novembre, alla Sapienza, la presentazione del numero della rivista Federalismi sulla riforma del doppio cognome, a cura della Fondazione Galizia.
A contrastare il clima di stallo, la testimonianza di Marcello Galli e di Manuela De Oliveira Magalhães, promotori del ricorso da cui scaturì la sentenza 2016.
Particolarmente incisive le voci delle nuove generazioni: le interviste curate da Sonia Maria Melchiorre Presidente del Comitato Unico di Garanzia (CUG) e referente per la formazione del Gender Equality Plan.
Molto interessante l’intervento del giovane Vittorio, primo bambino con doppio cognome grazie alla sentenza, intervistato con l’avvocata Susanna Schivo.
Francesca Dragotto Professoressa associata di linguistica e sociolinguistica presso l’università di Roma Tor Vergata, direttrice del centro di ricerca Grammatica e sessismo, dal 2020 direttrice del monitoraggio della rappresentazione della figura femminile, del pluralismo di temi soggetti e linguaggi e della promozione della coesione sociale nella programmazione RA, ha rilevato come tra i giovani non si registrano le resistenze culturali e i retaggi maschilisti più diffusi tra gli adulti.
Particolare interesse, misto a curiosità, ha suscitato l’intervista in diretta di Gaetano Affuso e Francesca Dragotto dell’Università Roma Tor Vergata, a CHAT GPT.
Nelle conclusioni, Patrizia De Michelis, presidente della Rete per la Parità–APS, ha confermato l’impegno dell’associazione per il futuro della riforma.








