Elena Vergaro dell’Atletica Alto Lazio sul podio ai Campionati Italiani Indoor di Ancona.
Sfiora il bronzo per soli 2 centesimi di secondo la portacolori dell’Atletica Alto Lazio Elena Vergaro, che corre la finale ad Ancona dei 60Hs in 8”79, nel corso dei Campionati Italiani Indoor della categoria Allievi/e.
La giovanissima atleta, allenata a Viterbo presso il Campo Scuola, con passione e competenza da Umberto Battistin, già nelle batterie aveva realizzato la 4^ prestazione con 8”84, ed è stata capace di migliorarsi ancora in finale limando centesimi al suo personale sulla distanza portandolo a 8”79. Più che soddisfatta del risultato ottenuto Elena, che rientra con il risultato ottenuto, tra le migliori specialiste italiane della sua categoria, pur non avendo preparato in maniera specifica la gara, ma avendo puntato con il suo allenatore maggiormente alle gare del periodo estivo sulla distanza più lunga dei 100Hs. e pure sulle prove di velocità sui 100/200m.
Ad Elena vanno i complimenti di tutto l’ambiente atletico dell’Alto Lazio, per aver portato Viterbo nuovamente ai vertici nazionali in una manifestazione così importante.
(G.M.)
Che cos’è l’atletica leggera FIDAL
L’atletica leggera è un’attività sportiva fondamentale per l’uomo, legata alle origini del movimento umano. Nell’antichità correre, saltare, lanciare voleva dire sopravvivere. Nei secoli le attività motorie umane si sono sempre più ridotte, grazie al progressivo intervento delle macchine e dell’utilizzo dell’energia. Ma la natura motoria dell’uomo moderno non è diversa da quella dei nostri antenati. Anche se le possibilità di movimento sono diminuite, l’uomo non ha dimenticato come muoversi. Ecco che il tempo libero (dalla famiglia, dal lavoro o da altro) viene impiegato per soddisfare le esigenze di movimento insite nell’uomo. La creatività dell’uomo inventa nuove forme di movimento con regole ed accorgimenti che hanno l’obiettivo di muovere e di divertire, di soddisfare non solo il corpo ma anche la mente. Le attività motorie umane si sono quindi sempre più perfezionate nei vari sport, nelle forme e negli ambienti più svariati.
Anche l’atletica leggera si è evoluta, ma rimane pur sempre una delle attività più naturali ed istintive che esistano nel panorama sportivo. Basti pensare alla partenza dei 100 metri: allo sparo bisogna reagire il più rapidamente possibile e poi correre veloce, azioni motorie di grande semplicità, anche se la partenza dai blocchi di un’atleta evoluto richiede molta tecnica. La velocità è forse, tra le capacità umane, quella più innata, ma non per questo semplice da allenare, tutt’altro. Poi le distanze aumentano i 200 metri, i 400 metri, che sono un giro esatto della pista, e che la specialità più impegnativa, laddove la velocità viene spinta molto più a lungo. Poi si passa al mezzofondo (800 m e 15000 m), e con le distanze del cosiddetto mezzofondo prolungato, i 5000 ed i 10000 metri. Tutte distanze dominate nel mondo dagli atleti africani, favoriti da una pratica “perenne” dai primi anni di vita laddove la corsa è un fatto normale della vita quotidiana; nelle grandi distese naturali non occorre prendere mezzi meccanici per ‘andare ad allenarsi’. L’ultima distanza (42,195 km), nel senso della durata, è la maratona che evoca epopee storiche e che, per il suo fascino di sfida, è forse una delle specialità più praticate al mondo. Accanto alla distanza classica anche le corse su strada, oltre ad altre forme quali la corsa in montagna e la distanza più lunga della corsa la 100 km dell’Ultramaratona. Non dobbiamo dimenticare una forma diversa di ‘deambulazione’, la marcia, che tanti allori ha portato all’Italia, nelle due distanze di 20 e 50 km.






