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Gabriella Trani, dalla creta alla cretazione

Parlando del suo lavoro, Gabriella Trani sottolinea il valore del contatto diretto con la natura, avendo creato un corso che si chiama proprio arteterapia.

Per molte persone, con il passare degli anni, il tempo del fare lascia spazio a quello del riposo. Gabriella Trani, invece, continua a lavorare, sperimentare e creare, dimostrando come la vitalità non sia una questione anagrafica ma una disposizione interiore. Artista e scrittrice, Gabriella Trani ha costruito un percorso in cui la manualità e il pensiero procedono insieme, alimentandosi a vicenda.

Ascoltandola, ciò che colpisce non è tanto l’età quanto l’energia comunicativa.

 

Gabriella Trani non considera l’arte come un’attività separata dalla vita quotidiana, ma come una forma di presenza costante. Il suo lavoro attraversa ambiti diversi, dalla scultura alla scrittura, e trova una sintesi nel libro Dalla creta alla cretazione, in cui riflette sul rapporto tra materia, gesto e trasformazione.

Il termine “cretazione”, nasce da un suo nipotino di appena 3 anni, che con molta semplicità le ha chiesto: ma quando inizia esattamente il momento della cretazione?

E dietro suggerimento di una zia, anche lei artista, Gabriella ha fatto proprio il neologismo e lo ha utilizzato per il titolo del suo libro.

 

Parlando del suo lavoro, Gabriella Trani sottolinea il valore del contatto diretto con la natura, avendo creato un corso che si chiama proprio arteterapia.

Modellare la creta oppure immergersi nella natura, spiega, significa ristabilire un legame fisico con la terra, un’esperienza che favorisce concentrazione e ascolto di sé, mirato proprio al riequilibrio della propria salute mentale.

Psicanalisi ed arteterapia, sono diventati indissolubili e Gabriella Trani ne ha fatto la parte integrante del percorso creativo, unendo alla dimensione manuale  quella psicologica. Ha infatti ottenuto il riconoscimento di esperta e cultrice dell’arteterapia della ceramica.

L’arte terapia  è una nuova visione della psicologia che invita a non irrigidirsi nei ruoli o nelle definizioni, ma a coltivare uno sguardo aperto, capace di meraviglia.

L’oggetto finale dell’incontro tra l’arte terapeuta della ceramica e il paziente è un prodotto tangibile e utilizzabile, quindi una nuova concezione di psicoanalisi.

Gabriella Trani vive e lavora a Grotte S. Stefano, ed ascoltarla è veramente emozionante per la sua grande competenza e disponibilità. 

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