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Glauco Almonte, ci racconta come il Lago di Bolsena è diventato Film Friendly

L'intervista a Glauco Almonte referente di location per la Film Commission

L’intervista a Glauco Almonte referente di location per la Film Commission

 

Oggi, per lo speciale del TG degli Eventi, vi portiamo in uno dei luoghi più affascinanti del Lazio: un posto dove la bellezza del paesaggio si intreccia con la storia, la cultura e, da oggi, anche con il grande cinema. Il lago di Bolsena è stato infatti inserito nel circuito delle location d’eccellenza della  Roma Lazio Film Commission, entrando così tra le 12 destinazioni “Film Friendly più rappresentative della regione.

Questo riconoscimento apre straordinarie opportunità: le rive del lago, i borghi e i panorami diventeranno finalmente il set di film e serie televisive destinate a un pubblico internazionale. Per capire come è nato questo progetto, quali prospettive si aprono e per scoprire le novità della prossima edizione dell’Est Film Festival, abbiamo il piacere di ospitare Glauco Almonte, che da oltre vent’anni lavora per promuovere questo territorio attraverso il cinema.

Stefania Capati: Glauco Almonte, benvenuto ai nostri microfoni!

Glauco Almonte: Grazie Stefania, è un piacere per me essere qui. Un saluto a te e a tutti gli ascoltatori.

Stefania Capati: Glauco, partiamo dall’inizio. Quando ti hanno comunicato che il lago di Bolsena era stato scelto tra le 12 località “Film Friendly” del Lazio, quale è stata la tua prima reazione? E secondo te, cosa ha convinto la commissione?

Glauco Almonte: Sarò sincero: erano settimane che controllavo quasi ogni giorno il sito della Film Commission per vedere la pubblicazione degli esiti del bando. Da un lato c’era la preoccupazione per la mole di lavoro potenziale che una vittoria avrebbe comportato; dall’altro la forte speranza di esserci, perché è un ottimo punto di partenza. Il giorno in cui sono uscite le graduatorie, che ironicamente è stato l’unico in cui non ho controllato il sito, mi è arrivato un messaggio da un referente della Film Commission che mi avvisava della pubblicazione. Sono stato felicissimo, ma anche subito un po’ preoccupato per la responsabilità!

Credo che la commissione sia stata convinta dal fatto che non abbiamo candidato una singola location circoscritta, come invece hanno fatto altri Comuni , che forse hanno rispettato in modo più rigido i parametri standard del bando. Noi abbiamo candidato un intero territorio senza specificare una sola opzione. Se pensiamo a Celleno, che ha vinto con il suo splendido borgo fantasma, per una produzione cinematografica è immediato capire cosa vi si possa girare. Il lago di Bolsena, invece, può essere qualsiasi cosa. Sarà un lavoro grosso valorizzarlo, ma le potenzialità sono immense.

Stefania Capati: In questo progetto avete unito le forze di diverse amministrazioni, tra cui il Comune di Montefiascone, Bolsena e Valentano

Glauco Almonte: Tecnicamente sono stati loro a delegare me come referente per partecipare al progetto. Essendo un bando rivolto ai Comuni, c’era bisogno di una figura tecnica di coordinamento: quasi nessun piccolo comune ha nel proprio organico una persona specializzata in grado di gestire questo specifico tipo di lavoro. Montefiascone ci stava già provando e ha accettato di buon grado la gestione, mentre Bolsena e Valentano hanno sposato subito la mia proposta. Spesso questi bandi rischiano di andare deserti perché le piccole amministrazioni non hanno il tempo o le competenze per comprenderne appieno le prospettive.

Stefania Capati: Detta così sembra una passeggiata, ma immagino che mettere insieme amministrazioni pubbliche diverse e creare questa collaborazione sia stato complesso. Quali difficoltà avete affrontato?

Glauco Almonte: La vera difficoltà è stata proprio il dialogo a monte con le diverse amministrazioni in tempi strettissimi: tra l’uscita del bando e la scadenza c’era pochissimo margine. Ho provato a coinvolgere anche altri Comuni, ma non c’è stato il tempo fisico per insistere. Siamo partiti con quelli più reattivi, ma l’obiettivo è allargare la rete a tutto il bacino del lago. Penso ad esempio a Valentano: non ha un affaccio diretto sulle sponde, ma offre una vista panoramica totale e ha moltissime potenzialità, anche se in questa primissima fase strategica il focus principale sarà inevitabilmente sui punti più centrali.

Stefania Capati: Proprio in questi giorni arriveranno i professionisti della Film Commission per effettuare la mappatura fotografica ufficiale. Qual è il luogo che secondo te rappresenta meglio il lago e quale ha la maggiore potenzialità cinematografica? Dove li guiderai?

Glauco Almonte: Credo che le risposte a queste due domande siano diverse. Se parliamo di potenziale cinematografico puro, dico la Rocca dei Papi di Montefiascone. Non è solo un capolavoro medievale con un panorama mozzafiato sul lago, ma ha spazi interni molto ampi e versatili, perfetti per essere vissuti da una troupe e per girare scene complesse.

Per quanto riguarda il luogo più rappresentativo della natura del lago, per me sarebbe un sogno portare il cinema sulle isole Bisentina e Martana. Al momento è un discorso più complesso e futuribile, ma sono convinto che ci saranno le aperture giuste non appena il progetto sarà pienamente operativo e non solo sulla carta.

Stefania Capati: Negli ultimi tempi la tua attività sul territorio è cresciuta tantissimo. Sei riuscito a coinvolgere non solo Montefiascone, ma anche Marta, Capodimonte, Valentano, Gradoli e Bolsena. Quando hai ideato l’Est Film Festival, vent’anni fa, ti immaginavi un percorso e un successo di questa portata?

Glauco Almonte: Sinceramente no, anche perché il Festival ha vissuto diverse fasi e contesti storici profondamente differenti. Lo abbiamo ideato in gruppo vent’anni fa; nel tempo la squadra è cambiata, ognuno ha preso la propria strada e io sono rimasto l’ultimo “reduce” di quel nucleo iniziale. All’inizio avevamo in mente il modello classico dei grandi festival cittadini concentrati in un solo luogo.

Poi sono cambiati i contesti socio-economici e ci siamo resi conto che il Festival non poteva più restare confinato in un’unica città in eterno. Questa nuova fase di espansione è un progetto nato per rimettere in moto il territorio dopo il triennio del Covid. Quest’anno abbiamo raggiunto un traguardo storico: il coinvolgimento di tutti gli 8 comuni del lago, inserendo anche Gradoli che ci mancava. Da questa base diffusa vogliamo far ripartire una fase ancora più interessante: mantenere il legame con il territorio ma tornare a proporre un grande evento unitario, superando la frammentazione delle singole rassegne.

Stefania Capati: Abbiamo pochissimi secondi prima di chiudere. Quali sono gli appuntamenti assolutamente imperdibili di questa edizione che sta per iniziare?

Glauco Almonte: L’appuntamento clou sarà sabato 25 luglio a Montefiascone: ospiteremo un grande nome del cinema italiano, Claudio Amendola, a cui consegneremo l’Arco di Platino. Dopo l’incontro con il pubblico proietteremo il suo film d’esordio alla regia, La mossa del pinguino, coerentemente con la nostra identità di festival dedicato alle opere prime e agli autori emergenti. Un altro momento culturale importante sarà il 30 luglio a Valentano con la presentazione del libro Fare film è un inferno, di Gabriele Nolia. Infine, l’apertura speciale sarà l’8 luglio a Bolsena sulla spiaggia del Guadetto, dove proietteremo per la prima volta i film direttamente sulla sabbia. Sarà un esperimento con una bellissima commedia cinematografica, un film di altissimo livello che è stato uno dei maggiori successi della scorsa stagione e che il pubblico ha amato moltissimo. Sarà un grande ritorno al cinema all’aperto.

Stefania Capati:  Glauco, io avrei continuato a chiederti tantissime cose, ma purtroppo i tempi radiofonici sono quelli che sono. Ti ringrazio moltissimo per questa intervista e ci vediamo  all’Est Film Festival!

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