Oggi abbiamo il grande piacere e l’onore di ospitare una professionista straordinaria del mondo dello spettacolo: Simona Tartaglia. Nella sua ricca carriera ha ricoperto tantissimi ruoli: casting director, aiuto regista e docente. L’abbiamo incontrata per farci raccontare la sua storia, i segreti del cinema del passato e i suoi futuri progetti per il territorio.
D: Simona, grazie mille per essere con noi. Tu hai alle spalle tantissima esperienza nello spettacolo. Partiamo proprio da te: da quanto tempo fai questo lavoro?
Simona Tartaglia: Tantissimo, veramente tanto! Pensa che ho cominciato nell’84-85, quando ho incontrato Giorgio Capitani. Prima mi occupavo di moda, non di spettacolo, anche se frequentavo già l’ambiente del cinema e del teatro. Quando ho incontrato Giorgio, mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto lavorare nel cinema. Gli ho risposto: “Guarda, io lo conosco da fuori, è bello e interessante, va bene”. Mi ha preso come praticante assistente in un suo film e così ho passato un’estate intera sul set di Teste di cuoio, uno dei primi film demenziali in Italia. Alla fine mi ha chiesto se mi piacesse e, davanti al mio sì, mi ha detto: “Va bene, ti insegno io”. Mi ha fatto da docente. Il mio vero primo film importante è stato Un’eroica con il numero 21: una scuola pazzesca, tutti gli effetti speciali venivano fatti dal vero, non c’era il digitale. Per me è stata una grandissima accademia.
D: Ripensare a come si registravano i film anni fa rispetto a oggi fa impressione, c’è un abisso. Tu hai vissuto il passaggio dalla pellicola all’alta definizione: cos’è cambiato davvero?
Simona Tartaglia: È cambiato moltissimo. Un tempo i direttori della fotografia riconoscevano l’intensità della luce “con la pelle della pancia”: non avevano bisogno di strumenti tecnici, mettevano il viso verso la luce e capivano subito il livello. E poi c’era il fascino dell’avventura. C’erano gli eventi atmosferici, i cambi di luce improvvisi… basti pensare alle famose riprese al tramonto, quelle che si chiamano “tra il lusco e il brusco”. Durano pochissimo: o giri la scena in quel momento preciso, o la perdi.
Lavorando per otto o nove anni come aiuto regista di mio marito abbiamo girato di tutto prima di affrontare la televisione: abbiamo girato nel deserto in Tunisia, girato nelle paludi a Miami, in montagna e in tutta Europa. Dovevi inventarti di tutto per ottenere certi effetti. Oggi col digitale è tutto molto più facile, immediato e accessibile. Un tempo un regista o un direttore della fotografia dovevano essere di una qualità immensa per finire il film nei tempi previsti, perché la pellicola aveva un costo enorme.
D: Oggi con gli effetti digitali si fa qualsiasi cosa, mentre prima anche una singola inquadratura poteva diventare un caso di stato
Simona Tartaglia: Esatto! Mi ricordo che una volta stavamo girando a Roma con la seconda unità al giardino zoologico. Ci serviva una mamma scimpanzé con il suo piccolo, ma a Roma non c’era. Siamo dovuti andare fino a un altro zoo vicino a Caserta. Lì ci siamo innamorati di questa scimpanzé e abbiamo girato per due ore. Il produttore a momenti ci licenziava! Per una sola inquadratura avevamo speso quanto per mezzo film. Oggi, invece, la faresti al computer o senza problemi di supporto.
D: Tu non sei originaria della Tuscia, eppure sei venuta a vivere qui. Qual è stato il motivo che ti ha portata in questa terra?
Simona Tartaglia: Il Maresciallo Rocca! Devi sapere che all’inizio dovevamo scegliere il luogo in cui ambientare questa storia, che era una storia di gente molto vera – ed è questo il grande segreto del suo successo ancora oggi, il fatto che le persone si riconoscano nei personaggi scritti dalla grande Laura Toscano.
La produzione doveva trovare una città di provincia entro i 100 chilometri da Roma, perché all’epoca (ora la distanza si è ridotta a 50 km) entro quel raggio non si era obbligati a pagare la diaria ai collaboratori saltuari. Mio marito e il produttore presero il compasso e fecero un giro. Arrivarono a Viterbo e si innamorarono subito. Dissero: “È inutile cercare altrove, qui abbiamo tutto”. Da lì è nato il mio amore. Negli anni ’90 avevo una casa a Sutri e stavo in albergo a Viterbo; a un certo punto abbiamo deciso di comprare casa direttamente a Viterbo. Da seconda casa è diventata la mia città stanziale. Mi sono affezionata tantissimo, Viterbo è meravigliosa.
D: Il tempo vola e abbiamo parlato di tantissime cose! Un’ultima domanda sui tuoi progetti futuri: a cosa stai lavorando?
Simona Tartaglia: I progetti sono tanti e diversi! Faccio parte del tavolo di lavoro della Film Commission comunale, quindi stiamo collaborando strettamente con l’assessore Patrizia Notaristefano e con Carlo Cozzi, un producer di Vitorchiano, per riportare il grande cinema qui a Viterbo.
In particolare, con Carlo Cozzi stiamo lavorando per riaprire il Cinema Lux. Incrociamo le dita: se il gestore Ferretti (che gestisce già le sale a Vitorchiano, Orvieto, ecc.) ha vinto il bando, si riapre. Questa è una bellissima notizia per la città.
L’altro grande sogno su cui stiamo muovendo i primi passi è quello di portare degli studi cinematografici a Viterbo. È un mio desiderio da anni e ora ho incontrato persone determinate a farlo. Parallelamente, vogliamo creare un database locale che includa attori, comparse e soprattutto maestranze. In questo modo le produzioni esterne avranno forti facilitazioni e potranno attingere direttamente al personale del posto, creando un ottimo indotto di lavoro per la città.
Infine, continuo con la mia grande passione: la didattica. Lavoro molto con le scuole di recitazione. Il rapporto con gli allievi – giovani e meno giovani – mi dà una soddisfazione incredibile. Cerco di far capire loro come affrontare un mondo difficile come quello attoriale, dove tutti vogliono emergere ma non sempre è facile. Scoprire e incoraggiare chi ha potenziale, vedendolo poi decollare, è la gioia più grande.
D: Simona, purtroppo dobbiamo chiudere, è stato un vero piacere. Ma dobbiamo assolutamente rifarne un’altra per continuare a parlare dei tuoi progetti! I nostri microfoni sono sempre a tua disposizione. Grazie di cuore.
Simona Tartaglia: Grazie a te, grazie a tutti!






