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Dal thriller al palcoscenico, Luigi del Vecchio nei panni del Questore Sangiorgi

Dal thriller al palcoscenico, Luigi del Vecchio nei panni del Questore Sangiorgi

 

Un gradito ritorno ai microfoni di Radio Tuscia Events. Siete abituati a conoscerlo come stimato scrittore e autore di thriller, ma oggi vi presentiamo Luigi Del Vecchio in una veste completamente inedita: quella di attore teatrale.

È lui il protagonista di Femmina infame un intenso lavoro nato dalla penna di Dino Cassone, che porta in scena  una storia vera di fine Ottocento. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare questa nuova avventura sul palcoscenico e il profondo legame profuso tra il suo passato professionale e questo nuovo ruolo.

Dal thriller al palcoscenico, Luigi del Vecchio nei panni del Questore Sangiorgi

L’intervista

Luigi, bentornato su Radio Tuscia Events. Ti presentiamo in questa veste inedita di attore. Come nasce questa esperienza sul palcoscenico e in che modo la tua sensibilità di scrittore ti ha aiutato a entrare nel personaggio?

Grazie Stefania, un caro saluto a te e a tutti i tuoi ascoltatori. È un’esperienza iniziata circa tre anni fa all’interno di un laboratorio teatrale amatoriale, nello specifico con il Teatro Folletti e Folli sotto la regia di  Dario Ubaldo Lacitignola, che ne è il fondatore. Ogni anno il laboratorio si conclude con la classica “restituzione finale”, traducendo in spettacolo il lavoro di mesi.

Quest’anno, oltre allo spettacolo collettivo di tutto il laboratorio, porto avanti un progetto parallelo insieme a un’attrice professionista di grande esperienza, Tonia Argento. Si tratta di Femmina infame, un testo che trae origine da una storia vera, quella di Giuseppa Di Sano. Io interpreto il Questore Ermanno Sangiorgi, una figura realmente esistita.

Il Questore Sangiorgi è un personaggio cruciale nella storia della lotta alla criminalità organizzata. Come ti sei calato in questo ruolo?

Sangiorgi era un questore romagnolo che, dopo vari incarichi, a fine ‘800 arrivò a Palermo. Appena messo piede in Sicilia, decise di studiare a fondo i meccanismi dell’organizzazione mafiosa. Tra i vari delitti sul suo tavolo, saltò subito all’occhio l’omicidio di una giovane ragazza, figlia di Giuseppa Di Sano. Nello spettacolo il mio personaggio interroga questa madre, cercando di trarre dal suo dolore quante più informazioni possibili.

Ti dirò, Stefania, mi sono calato immediatamente in questa parte e l’ho sentita subito mia. Forse è banale dirlo, ma pur essendo in pensione da qualche anno, mi sono ritrovato in situazioni che ho vissuto realmente durante tutta la mia carriera nella Guardia di Finanza. Gli interrogatori finalizzati a scoprire la verità facevano parte del mio quotidiano. Certo, ho dovuto calarmi nel contesto dell’epoca: un periodo storico in cui il ruolo della donna era di assoluta subalternità e la figura maschile esercitava un potere formale molto forte.

Questo spettacolo rievoca fatti accaduti 130 anni fa (l’omicidio avvenne nel dicembre del 1896 e i famosi “Rapporti Sangiorgi” sono tuttora oggetto di studi universitari). Eppure, i temi affrontati sembrano drammaticamente attuali. Quali sono gli aspetti che colpiscono di più il pubblico di oggi?

L’attualità è fortissima ed è il motivo per cui ho amato subito questo testo. Da un lato c’è la violenza della mafia, che non aveva remore a spezzare la vita di una ragazza; dall’altro emerge la figura straordinaria di questa donna siciliana — interpretata magistralmente da Tonia Argento, che recita con un dialetto impeccabile.

A fine Ottocento le donne vivevano in una condizione di totale inferiorità giuridica, sociale ed economica, dedite esclusivamente alla casa e alla prole. Eppure, Giuseppa Di Sano trova un coraggio straordinario — quella forza interiore che spesso solo le donne possiedono — per rispondere al Questore. Con le sue dichiarazioni permetterà alla giustizia di arrestare i due assassini della figlia. È questo riscatto che rende la storia bellissima e incredibilmente attuale.

Questo spettacolo si rivolge anche agli studenti delle scuole superiori. Qual è il messaggio principale che volete trasmettere ai ragazzi?

In estrema sintesi, direi che il filo conduttore è la legalità, che è stato il motore di tutta la mia vita e lo è tuttora. Vogliamo trasmettere l’importanza di continuare a credere fermamente nei valori della giustizia e, soprattutto, il coraggio di fronteggiare le situazioni difficili, senza girarsi dall’altra parte. La storia di Giuseppa Di Sano ne è una testimonianza grandiosa.

Luigi, io ti ringrazio tantissimo per il tempo che ci hai dedicato. Spero di vederti prestissimo a teatro!

Assolutamente sì, grazie a te Stefania e a presto!

Articolo a cura della redazione di Radio Tuscia Events

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