C’è un posto segreto dentro la città di Viterbo, è la Città delle acque.

E c’è anche l’associazione Culturale Valle dell’Arcionello che si occupa di curare il percorso lungo tutto il torrente. Questo piccolo fiume nasce sotto il monte della Palanzana, esattamente dal lato Ovest.
Il torrente alla sorgente ha visto la costruzione della Città delle acque, che è ancora visibile e perfettamente funzionante.

Poi si incanala in una bellissima forra e prende il nome di Arcione. Scorre sotto ponti ancora intatti, nonostante il passare delle acque (le famose acque sotto i ponti) e vicino a via Belluno diventa fosso Arcionello. Nome tristemente famoso per la numerosa presenza di cinghiali che popolano la zona.
Quando l’Arcionello si avvicina alle mura medievali che cingono la città nei pressi di porta Sonza , ne prende il nome e diventa fosso Sonza. Nel suo percorso verso il mare e prima di uscire dalla città, si interra e diventa fosso Tremolo e poi fosso Faul, ma per tutti i viterbesi a questo punto diventa l’Urcionio. E’ il torrente che ha dissetato per anni l’intera città, poi diventato una discarica a cielo aperto e quindi viene coperto dai detriti del bombardamento della II guerra mondiale rimanendo solo un ricordo seppellito a 14 metri di profondità. In pochi chilometri cambia nome almeno quattro nomi. Infatti durante l’epoca farnesiana l’Arcione diventa Urcionio.
Ma ritorniamo alla sorgente, cioè alla Città delle acque costruita nel 1916 per fornire la città di acqua potabile. Per arrivarci non è facile, ma con le esperte guide dell’Associazione Arcionello il percorso diventa piacevole e stimolante.

La voce narrante di Rodolfo e Debora è perfettamente in tono con le scoperte che si fanno lungo il percorso. Tombe etrusche scavate nella roccia e diventate poi eremi. Case diroccate, ponti, e il percorso delle acque segnato da cippi in peperino ricoperti di muschio. Inoltre piante di leccio, noccioli, castagni, sambuco e tante altre essenze che crescono in un microclima unico al mondo.

Ad ogni curva, una scoperta nuova tra fronde di alberi rigogliosi e felci esuberanti. E alla fine del percorso ci si trova davanti la Città delle acque, una meraviglia sconosciuta ai più.
Piccole casette che nascondono le pompe sotto un’architettura d’avanguardia, nonostante abbia più di cento anni. La scoperta di questo posto vicinissimo al centro della città di Viterbo è entusiasmante e per farlo basta contattare l‘Associazione Valle dell’Arcionello che si occupa di organizzare escursioni.
Un percorso ad anello facile, adatto anche ai meno allenati e ai più agè. E al termine c’è anche un piccolo ristoro e un gradito omaggio.
Basta andare sulla pagina Facebook dell’Associazione Valle dell’Arcionello per avere tutte le informazioni.






