La giornata internazionale delle persone con disabilità
La giornata internazionale delle persone con disabilità ricorre il 3 dicembre di ogni anno. Una giornata importante perché pone attenzione su un altro tipo di persone, quelle con necessità speciali.
Molto spesso la diversità di una persona passa in primo piano. Per molti normodotati è difficile ignorare ciò che è diverso, non si riescono a capire i bisogni degli altri o a volte sono troppo premurosi. Per molti sembra ancora più assurda, l’idea che una persona affetta da disabilità abbia una vita sentimentale e sessuale. Nulla di più sbagliato. Essere fuori dalle righe, diverse, uniche, speciali non è un fattore che esclude le relazioni. Come spesso si sente dire “La carne è carne” e l’amore non ha sesso, colore e forma.
Per questo, la puntata di Sex Appeal è dedicata proprio alla sessualità e disabilità. Il Dott. Stefano Eleuteri sessuologo, psicoterapeuta specializzato in psicologia della salute ci ha aiutati a sfatare qualche mito e a conoscere meglio la disabilità.
Cos’è la disabilità?
S:” La disabilità può essere definita come una ridotta capacità di interazione con l’ambiente legata quindi ad una minore autonomia personale”.
Quali tipi di disabilità esistono?
S:” Troviamo disabilità fisiche come quelle motorie. Disabilità psichiche come il ritardo mentale oppure sensoriali che impattano sensi come la vista o l’udito”
Quali sono i pregiudizi più comuni legati ad una persona disabile e alle relazioni sentimentali?
S:” L’idea che una persona disabile non possa e non debba avere una vita sentimentale è purtroppo condivisa dalla maggioranza. Il tutto nasce da un assunto errato che purtroppo viene visto come giusto dalla maggioranza delle persone. Questo assunto sostiene che innamorarsi di una persona diversamente abile sia qualche cosa di difficile poiché non essendo sana limiterebbe la vita della persona normodotata”.
Quindi, in che modo una persona disabile può vivere in maniera sana la sua sessualità?
S:” è importante conoscersi. Avere tutte le informazioni necessarie riguardo il nostro corpo e le emozioni. Avere un comportamento sociale adeguato imparando che si può avere dei rapporti sessuali nonostante la disabilità. Si possono iniziare, avere ed interrompere relazioni. In Europa molti paesi hanno messo a disposizione “L’assistenza sessuale”. Grazie a questo tipo di assistenza, non ancora arrivato in Italia, la persona con disabilità ha la possibilità di entrare in contatto con il proprio corpo. Può conoscere i propri limiti e riuscire a raggiungere l’orgasmo.
Molti film parlano di relazioni tra persone con disabilità e persone non. Come per esempio “il lato positivo” dove uno dei protagonisti è affetto da autismo. La serie “Modern Love” dove in uno degli episodi la protagonista è affetta da bipolarismo oppure anche altri film dove il protagonista è schizofrenico. Come sono le relazioni di questo tipo di coppie?
S:” Dunque, l’affettività e la sessualità sono una parte integrante di ogni essere vivente che rientrano nella sfera della naturalità e dell’istintività. Nascere, mangiare, amare e riprodursi, è assolutamente naturale e anche il portatore di handicap ha le stesse esigenze, bisogni ed istinti, della persona normodotata. Per vivere al meglio questi aspetti all’interno di una coppia con disabilità mentale o fisica è opportuno rivolgersi ad un “assistente sessuale”. Questa figura si occupa degli aspetti legati all’emotività e sessualità. In Italia, ad esempio, troviamo un’associazione Onlus che si chiama LOVEGIVER alla quale ci si può rivolgere.
Le risposte alle domande che avete mandato a sexappeal@radiotusciaevents.com
Per me è molto difficile parlare di questo: da bambino ho avuto un incidente e sono finito sulla sedia a rotelle, non sono mai stato fidanzato e ho una paura folle di non riuscire mai a trovare qualcuno per via della mia condizione. Un mio amico dice che non trovo l’amore perché sono convinto di non poterlo trovare, lei cosa pensa?
S:” Immagino che la paura che provi sia tanta, ma forse il tuo amico non ha tutti i torti. Ti porto un esempio preso dalla mia vita personale, quando andavo al liceo nella nostra scuola c’era un ragazzo disabile. Effettivamente le difficoltà non mancavano ma una cosa era certa, era più determinato di tutti noi non disabili. Già prima di compiere 18 anni aveva raggiunto dei traguardi sportivi degni di nota, e tra l’altro aveva avuto più ragazze lui ti danti altri coetanei. Con questo non voglio dire che devi diventare un’atleta olimpionico o un latin lover ma voglio consigliarti di riflettere sul ruolo della paura. Come e quanto possa essere solo la paura stessa ad incidere sul non trovare una ragazza. Se non te la senti di andare magari in discoteca per fare nuove conoscenze, voglio farti presente che esistono anche delle piattaforme apposite che mettono in contatto persona disabili e non”.
Vanessa Giraldo






