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La notte delle streghe tra tradizione e superstizione

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La notte delle streghe ancora esercita un fascino atavico derivante da antiche tradizioni e  superstizioni, ma anche tanta curiosità.

Ma come nasce questa tradizione? Secondo la liturgia cattolica il 24 giugno è associato alla natività di San Giovanni, ma questa ricorrenza cade solo due giorni dopo il solstizio d’estate.

Nel giorno del solstizio il sole sembra fermarsi per poi riprendere il suo ciclo naturale.

Agli albori della civiltà questo fenomeno era interpretato come un segno divino che doveva essere sottolineato con riti e festeggiamenti. Non a caso le due notti più ricche di rituali, in tutto il mondo sono quelle dei solstizi, cioè l’estate e l’inverno.

La notte di San Giovanni è celebrata in tutta Europa e in America Latina ed è nota come notte delle streghe.

La notte delle streghe è nota anche per essere la notte dei prodigi e la rugiada raccolta all’alba ha poteri miracolosi. Spalmata sul viso rende la pelle più giovane, guarisce da alcune malattie, e le erbe sulle quali si è posata acquisiscono poteri magici.

Ma cosa rende speciale questa rugiada? E’ la presenza delle streghe che sono tutte in circolazione.

La vigilia della festa di San Giovanni è nella tradizione la notte durante le quali si riuniscono tutte le streghe per un congresso mondiale, durante il quale si scambiano saluti, notizie, si aggiornano sulle ultime novità, senza dimenticare di rendere omaggio al loro unico capo: il diavolo in persona.

Il luogo dell’incontro è sempre segreto, ma si sa che è sempre su una collina o una montagna, dove ci sono un bosco e anche una sorgente.

Uno dei luoghi preferiti dalle streghe è senza dubbio la cima di un vulcano spento dove crescono querce e noci e quindi la Tuscia risulta essere uno dei luoghi più ambiti per il raduno. Ci dicono che questo congresso è sempre molto affollato.

Ma come si fa a vedere una strega? La tradizione consiglia di posizionarsi in un quadrivio e poggiare il collo su un forcone, intorno alla mezzanotte della notte di San Giovanni si possono vedere le streghe. Se qualcuno prova, ce lo faccia sapere!

La tradizione ci dice anche che chi riesce a catturare una strega e a portarsela dentro casa ottiene l’immunità contro di loro, per se e per le successive sette generazioni.

Ma quali sono i riti più noti da eseguire nella notte di San Giovanni?

Uno dei più diffusi è l’accensione del falò che ha la funzione di purificazione delle persone. La gente canta e balla intorno al fuoco e i più agili lo attraversano con un balzo.

L’uso di saltare un fuoco è antichissimo e Dionigi di Alicarnasso racconta che Romolo dopo aver fondato Roma spinse la popolazione a saltare sopra le fiamme per purificarsi da tutte le colpe.

Ma il rito più noto e diffuso è la preparazione dell’acqua di San Giovanni.

C’è tutta una tradizione fatta di gesti precisi e numeri da rispettare per la preparazione dell’acqua rituale da usare al mattino per lavarsi.

L’acqua deve essere attinta da sette diverse fonti e deve essere posta in una ciotola di vetro pulitissima. Quindi si aggiungono sette diverse varietà di fiori profumati e colorati come papaveri, fiordalisi, gelsomini, gigli, lavanda, mirto e iperico.

L’iperico o erba di San Giovanni non deve assolutamente mancare.

Tutte le essenze floreali scelte dovranno essere messe nella ciotola con l’acqua pura di fonte ed esposte alla notte. Fondamentale è alzarsi all’alba per assistere al sorgere del sole.

Dopo che i raggi hanno raggiunto la ciotola con l’acqua, possiamo utilizzarla.

Il rito della notte delle streghe è completato.

Stefania Capati

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