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La Scuola del Casaro del CREA, tradizione, formazione e un tocco femminile

Assunta D’Oronzio

 

Nel cuore della Basilicata, ma con lo sguardo rivolto al mondo, esiste un luogo dove il latte non viene semplicemente lavorato, ma compie un viaggio evolutivo attraverso la conoscenza. È la Scuola del Casaro del CREA (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), una realtà d’eccellenza situata a Bella Muro (Potenza), che si propone come un vero e proprio hub di formazione, informazione e trasformazione per l’intero settore lattiero-caseario italiano.

Per capire meglio l’impatto di questo progetto e il suo legame sempre più forte con l’imprenditoria e la partecipazione femminile, abbiamo intervistato Assunta D’Oronzio, figura chiave della Scuola.

"La Scuola del Casaro," spiega Assunta D’Oronzio, "è una scuola di formazione

Un ecosistema per la cultura del latte

“La Scuola del Casaro,” spiega Assunta D’Oronzio, “è una scuola di formazione, informazione e trasformazione relativa al settore caseario italiano. La nostra sede è a Bella Muro, ma la nostra attività spazia ormai a livello territoriale e nazionale.”

La scuola si rivolge a un pubblico trasversale, creando un ponte generazionale e professionale:

“Facciamo formazione lavorando tanto con i giovani, con gli allevatori e con casari già esperti, ma anche con tutte le persone che desiderano approfondire le dinamiche del settore. Parliamo di latte, di tecniche di lavorazione, ma poniamo un accento fondamentale sulla qualità, sulla tracciabilità e sulla rintracciabilità del prodotto.”

Il futuro del settore è donna: il successo della partecipazione femminile

Un dato particolarmente significativo emerso negli ultimi tempi è la crescente e qualificata presenza femminile all’interno dei corsi, un segnale di profondo cambiamento in un settore storicamente associato al mondo maschile.

“Visto che parliamo di donne,” sottolinea con orgoglio Assunta D’Oronzio, “ci tengo a dire che ai nostri corsi hanno partecipato moltissime donne e relatrici che hanno acquisito nozioni e competenze particolari. Grazie a questa esperienza, oggi queste signore hanno una nuova consapevolezza e si approcciano al lavoro in modo molto più sicuro e professionale.”

Il riscontro pratico di questa tendenza è evidente nei numeri:

“Un esempio concreto è l’ultimo corso che abbiamo tenuto sulla produzione dello yogurt, di cui oggi stiamo curando l’analisi sensoriale: l’80% dei partecipanti era composto da donne. Il CREA parla attivamente al settore femminile, ricevendo un riscontro straordinariamente positivo.”

 

Sebbene il cuore pulsante e le attrezzature della Scuola del Casaro si trovino nel Sud Italia, l’orizzonte della scuola è ormai internazionale. La struttura attira l’interesse di delegazioni da tutto il mondo, desiderose di apprendere l’arte casearia italiana.

“Attualmente siamo focalizzati sulla trasformazione del latte ovino,” racconta Assunta D’Oronzio, “e la nostra attrattiva sta superando i confini nazionali. Abbiamo avuto ospiti dall’Uzbekistan, siamo stati contattati dall’Argentina e proprio domani accoglieremo una delegazione da Cuba, che comprenderà anche tre donne pronte a partecipare alle nostre attività.”

 

La Scuola del Casaro non si ferma e guarda già ai prossimi obiettivi didattici, con l’ambizione di esplorare nuove frontiere della trasformazione lattiera

“Tra i prossimi corsi in programma,” anticipa l’intervistata, “abbiamo l’obiettivo di attivarne uno specificamente dedicato alla produzione del gelato.”

Per chiunque volesse iscriversi, ricevere informazioni sui calendari didattici o entrare in contatto con la struttura, la Scuola è fortemente attiva sul web e sul territorio. Il punto di riferimento principale per restare aggiornati in tempo reale sulle risposte del CREA e sui nuovi corsi è la pagina Facebook ufficiale: Scuola del Casaro.

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