Home / Cultura & Spettacoli / Arte, cultura ed eventi / La Tosca in scena al teatro Unione

La Tosca in scena al teatro Unione

radiotusciaevents.com

La Tosca in scena al teatro Unione

Grande appuntamento con uno dei classici più amati della lirica italiana al Teatro Unione di Viterbo.

Mercoledì 14 dicembre, alle 21, l’ Orchestra Roma Sinfonica ed il Coro Roma Tre, diretti dal Mº Ambrosini porteranno in scena la Tosca di Puccini.

L’evento, a cura dell’associazione culturale InCanto, direttore artistico Isabella Ambrosini, rientra nella sesta edizione del progetto “Nuove Voci della Lirica”, nato nel 2014 e finalizzato alla promozione dei giovani talenti della lirica italiani nel mondo e stranieri in Italia, in collaborazione con enti lirici e svariati teatri in diverse parti del mondo: dal Teatro Nazionale dell’Opera Slovacca di Bratislava alla Cairo Opera House in Egitto.

Il concerto, realizzato con il contributo della Regione Lazio, è ad ingresso libero.

Per interpretare gli immortali protagonisti dell’opera,  giovani artisti di diverse nazionalità (Qi Ling in FLORIA TOSCA, Zhou Xun in MARIO CAVARADOSSI,  Andrea Carcassi in ANGELOTTI, Andrea Raiti in SPOLETTA, Marco Cantoni in SCIARRONE ed un CARCERIERE) si affiancheranno alle voci esperte di Alessio Quaresima Escobar nella parte del BARONE SCARPIA, di Silvio Riccardi in quella del SAGRESTANO, e di Eleonora Leonori nel PASTORELLO.

La regia di Tosca è a cura di Patrizia Di Martino, la video scena di Roberto Carotenuto, acconciatura e trucco di Sergio Tirletti, costumi Daniela Guastini e arredi Anastasia de Lorenzis.

Un appuntamento di elevato spessore artistico e culturale da non mancare.

Info e prenotazioni:  info@associazioneculturaleincanto.it – 3420443766

Fb: InCanto Associazione

Tosca la trama

Tosca è un melodramma in tre atti di Giacomo Puccini, su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica. La prima rappresentazione si tenne a Roma, al Teatro Costanzi, il 14 gennaio 1900.

A partire dal 1890 la scena del melodramma vide una fase di straordinaria vitalità; l’inizio di questa fase può farsi coincidere con il successo improvviso dell’opera Cavalleria Rusticana di Mascagni. A seguire esordì una nuova generazione di compositori (Leoncavallo, Franchetti, Cilea, Mascagni, Giordano e lo stesso Puccini), tanto da spingere a coniare il termine “Giovine Scuola“.
Tale terminologia non voleva indicare un’appartenenza culturale o anagrafica comune, quanto piuttosto un radicale cambiamento improntato alla ricerca di nuovi moduli drammaturgici e musicali che inaugurò una nuova stagione creativa.

Per abbracciare questa richiesta di novità, anche grazie a soggetti di forte impatto emotivo, Puccini aveva manifestato l’intenzione di scrivere un’opera basata sul dramma in cinque atti di Victorien Sardou “La Tosca“.
Puccini assistette ad una rappresentazione de “La Tosca” nel 1889 a Milano, rimanendone profondamente colpito: vi riconobbe subito il soggetto perfetto per un’opera lirica.
L’editore Giulio Ricordi si attivò per avere i diritti dell’opera, ma sorsero alcuni problemi con Victorien Sardou che spinsero Puccini a rinunciare.

Una confessione di Giuseppe Verdi al suo biografo (“Vi sarebbe un dramma che, se io fossi ancora in carriera, musicherei con tutta l’anima, ed è Tosca“) spinse l’editore Ricordi a ritentare la strada di un accordo per i diritti del dramma, questa volta con esito positivo.
Il primo destinatario dell’incarico di comporre l’opera fu Alberto Franchetti, reduce dal recente successo del suo “Cristoforo Colombo” (1892). Pochi mesi dopo aver ottenuto l’incarico (fine 1893) Franchetti decise però di rinunciare all’opera.
Fu così che gli subentrò Giacomo Puccini.

Nonostante la composizione dell’opera particolarmente travagliata, tra ripensamenti e modifiche dell’ultimo minuto, la Tosca di Puccini debuttò il 14 Gennaio 1900 al Teatro Costanzi di Roma.
Il ruolo di Tosca venne affidato a Hariclea Darclée, Emilio De Marchi fu il primo Cavaradossi e Eugenio Giraldoni ricoprì con successo il ruolo di Scarpia. L’orchestra venne diretta da Leopoldo Mugnone.

Il clima della prima era quello delle grandi occasioni: tutti gli esponenti della “Giovine Scuola” erano presenti (compreso Alberto Franchetti). Inoltre anche l’allora Regina e il Capo del Governo assistettero a parte della rappresentazione.
La Tosca di Puccini ottenne da subito un considerevole successo; il compositore riuscì così a scrollarsi definitivamente di dosso il cliché di “cantore delle piccole cose”.

Tag: